Omaggio alla Palestina

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano“Chiunque stia dalla parte di una giusta causa non può essere definito un terrorista”

(Yāsser ʿArafāt, 24 agosto 1929, Il Cairo, Egitto – 11 novembre 2004 Clamart, Francia)

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Infrastruttura 5G e Huawei, tra guerra e de-globalizzazione

china_cyber.jpgdi .manproject

Il 9 settembre alla Fiera del Levante il Ministro Di Maio ha assistito all’accensione, sostanzialmente una demo con la presentazione di alcune future applicazioni, della prima antenna a standard 5G prodotta dal colosso cinese Huawei, presente all’evento anche il management di TIM e Fastweb. Il 28 settembre all’interno di un’attività di lobbying altrimenti usuale, ma in questo caso di alto profilo e di una certa risonanza, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, lo stesso Ministro in compagnia di altri esponenti del Governo e del Sindaco Virginia Raggi hanno assistito allo Huawei 5G summit. Nel periodo tra i due eventi, verso la metà di settembre, il primo lotto di frequenze 5G (700MHz) è stato assegnato agli operatori, il 2 ottobre si è conclusa anche l’asta per gli altri lotti (3700Mhz e 26GHz). Continua a leggere

Imperialismo e reazione: la questione dell’immigrazione

2018-10-02_15h33_20L’odierna immigrazione è un processo innescato dall’imperialismo e dallo sviluppo diseguale. Non è “colpa” di nessun governo in particolare: è strutturale, epifenomeno di un capitalismo in cui i monopoli finanziarizzati tengono nel sottosviluppo, poiché le sovrasfruttano, intere aree del pianeta, mentre le sanzioni e le guerre stabilizzano l’egemonia occidentale, assumendo un carattere apertamente coloniale. I flussi migratori dipendono da questo, esisteranno finché esisterà l’imperialismo e chiunque governi deve gestire questi fenomeni di lungo corso. I partiti borghesi infatti non possono non partecipare al saccheggio e alla distruzione del mondo non allineato, indipendentemente dalle conseguenze che ciò comporta. Continua a leggere

Guerra di classe

class_struggle«Nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro Tria ma pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà. », così Di Maio, pochi giorni fa, mentre la battaglia sulle risorse continua a occupare le prime pagine dei giornali. 

Facile cogliere l’ipocrisia e la strumentalizzazione a fini mediatici e vacui di tali richieste. A queste contorsioni dialettiche dell’ennesimo governo padronale che si vuole antisistema, i comunisti e la sinistra di classe rispondono chiaramente che, se davvero interessati agli “italiani in difficoltà”, le risorse ci sono. Esse sono concentrate in cima alla piramide sociale: capitalisti, ceto medio-alto, funzionariato al servizio de grande capitale. L’insieme delle classi proprietarie. Proprio lì dove nessun governo neoliberale intende prenderle, nonostante demagogicamente usi il pretesto dei “cittadini in difficoltà” per coprire di belle intenzioni una politica sostanzialmente anti popolare, che taglia i servizi sociali e le tasse ai benestanti e alle imprese. Continua a leggere

Riscossa sovranista e anticomunismo storico della borghesia italiana

2018-09-07_13h16_16La più bieca e regressiva propaganda proprietaria, che va per la maggiore negli ultimi tempi sotto le vesti del populismo sovranista, ma che è sempre esistita in varie forme non da ultima quella berlusconiana, vede “sinistra” e “comunismo” ovunque vi sia una vaga attenzione alle regole sociali e condivise, al collettivo, a qualunque cosa vada un po’ oltre l’arraffare, l’individualismo esasperato, l’immediato, il becero. Insomma qualunque cosa si opponga alla visione angusta e corporativa della piccola borghesia e di parte del ceto medio italiano.

Nella psicologia da padroncini di questi strati sociali persino un ipotetico capitalista italiano competente, una borghesia compatta e colta con visione sistemica è anch’essa « comunista », in quanto magari li obbligherebbe a pagare le tasse, a non fare il nero, a rispettare norme edilizie, a imporre controlli sui luoghi di lavoro, a modernizzare i processi per salvare il capitalismo, da cui dipendono tutti. Continua a leggere