La guerra alle porte

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Il governo turco – folle di rabbia per successi siriano-russi contro lo Stato islamico, rappresentati in particolare dai bombardamenti sulle cisterne di petrolio circolanti tra la Turchia e la Siria – decide di passare alla guerra aperta. La sua contraerea ha abbattuto questa mattina un Sukoi russo col ridicolo pretesto di infrazione dello spazio aereo, tutta da attestare e quasi sicuramente falsa, e per la quale, anche nel caso fosse vera, esistono normali procedure diplomatiche di protesta.

La Turchia invece spara e uccide un pilota russo, consegnandone un altro ai “ribelli” in festa. Ma non lo fa perché governata da pazzi scellerati, bensì per precise ragioni e su input venuti dall’alto. In breve: è la NATO tramite la Turchia ad attaccare la Russia senza dichiarare formalmente la guerra, sperando in una reazione scomposta che dia il pretesto per la guerra globale tanto desiderata dai circoli reazionari del capitalismo occidentale.

Si cerca così di attirare la Russia, e con essa il blocco iraniano e cinese, in trappola. La NATO inventa l’incidente perfetto, in un momento in cui ha creato le condizioni per cui tutti gli eserciti che contano (eccetto quello cinese) sono costretti a dispiegarsi sul territorio siriano.

Grazie agli attacchi di Parigi, gli apparati USA sono riusciti infatti a far spostare le forze militari francesi e britanniche in Siria. I guerrafondai hanno preparato lo scenario perfetto intrappolando in particolare i francesi due volte: la prima con gli attentati del 13 novembre; la seconda con l’attacco diretto contro la Russia, proprio mentre Hollande è atteso stasera a Washington e poi a Mosca per coordinare gli eventuali attacchi comuni – del tutto inaccettabili per gli USA – contro lo Stato islamico.

Dopo aver disposto le forze, gli USA stanno ora accendendo la miccia.

L’avvertimento di oggi di Obama a Hollande e al mondo è dunque chiaro: siamo pronti a scatenare la Guerra mondiale piuttosto che lasciarci sfuggire il bottino siriano, seguiteci o sarà peggio per voi. L’Europa è talmente assoggettata agli USA che probabilmente Hollande blatererà di inaccettabili incursioni aeree russe, di menzogne riguardo i “ribelli moderati”, e non è da escludere che annullerà il suo incontro con Putin, facendo passare la Russia da aggredito ad aggressore.

Il meccanismo della Guerra globale è in marcia e la responsabilità pesa per intero sugli apparati NATO che dispiegano le proprie forze in barba a ogni legge internazionale. Le mosse dei signori della guerra capitalisti, delle aziende degli armamenti che festeggiano in Borsa dopo gli attacchi di Parigi, stanno dunque dando il risultato sperato.

Concretamente la provocazione è stata affidata alla Turchia, Stato fascista, sostenitore dell’ISIS, principale piattaforma logistica del terrorismo internazionale, incaricata di proteggere l’ISIS dagli attacchi aerei, per conto degli occidentali e delle monarchie del Golfo – Arabia Saudita e Qatar in particolare – che intendono preservare i loro asset in Siria.

La Coalizione difatti combatte contro Assad e non contro lo Stato islamico; il suo unico obiettivo è rovesciare il governo legittimo per rimpiazzarolo con un governo fantoccio filo-occidentale. È talmente chiaro che in due anni nessun bombardamento ha scalfito le forze dell’ISIS, per il quale la Coalizione è piuttosto una copertura logistica.

E quando la Coalizione chiede alla Russia – il cui intervento ha permesso finalmente di indebolire l’ISIS – di non essere ambigua e smettere di sostenere Assad (cioè di indebolire oggettivamente il fronte anti-ISIS sul terreno) come precondizione perché l’Occidente possa unirsi alla lotta, cerca in questo modo pretesti sempre più alambiccati per non attaccare l’ISIS.

La posizione è manifestamente assurda se vista nell’ottica della guerra al terrorismo, e dimostra come minimo la scarsa volontà dei nostri governi di lottare contro l’ISIS. Ma ha invece perfettamente senso se vista nell’ottica del rovesciamento dei Paesi del Medio Oriente progressista, che è quello che accade nella realtà.

Ormai solo i media capitalisti continuano a raccontare la favola dei leader occidentali in prima linea contro l’ISIS, dimostrando di essere la più raffinata arma borghese di lavaggio del cervello di massa. Quanto basta per convincere l’opinione pubblica – tramortita dal terrorismo interno – del fatto che le nostre classi dirigenti cerchino di proteggerci, quando invece stanno gettando le masse in pasto ai terroristi e alla guerra globale.

Come pecore al macello, ci conducono al massacro, come fecero nel ’14 e nel ’39. Ma davvero l’Europa vuole farsi trascinare in guerra perché colpevolmente sottomessa ai diktat della grande borghesia transnazionale in affari coi principi del Golfo? Pare proprio di sì, dato che governi non hanno spazio di manovra se non cedere ai ricatti dei settori economici smaniosi di scatenare il conflitto.

L’unica opzione realistica per fermare la guerra e il terrorismo utilizzato per preparare la Guerra, è di rovesciare dall’interno i nostri governi borghesi compiacenti e colpevoli, prendere il potere, socializzare i grandi gruppi industrial-finanziari foraggiatori della guerra e ritirarsi unilateralmente dai teatri di conflitto imperialista.

Invece ci facciamo trascinare in guerra – moderatamente, capitalisticamente e con l’appoggio delle sinistre di governo – dalla Turchia: uno Stato fascista e reazionario, pilastro della NATO che cerca il suo spazio vitale in Medio Oriente, basandosi sullo sterminio di minoranze etniche e sull’oppressione delle sinistre progressiste. La storia si ripete di nuovo, in tragica farsa.

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