Siria: breve storia di una guerra umanitaria

siriaSe nel titolo di questo articolo usiamo il linguaggio del nemico di classe, ovvero la retorica buonista, astratta, umanitarista che costituisce l’ideologia delle aggressioni imperialistiche al tempo delle sinistre di governo, è solo per cercare di mettere in luce la distanza abissale che intercorre tra l’ideologia del pacifismo astratto, del presunto “dovere di difendere i popoli contro le forze del male totalitarie” – e dunque di intervenire militarmente contro chiunque sembri minacciare i “diritti umani” -, e la realtà della violenza selvaggia, reazionaria, figlia della volontà espansionistica e di rapina delle guerre condotte dai governi capitalistici, di cui la Siria rappresenta per ora l’ultimo esempio.

Preambolo

Ricordiamo per dovere di cronaca che la prima fase della sporca guerra contro la Siria finisce con un attacco con le armi chimiche in un sobborgo di Damasco nell’agosto del 2013. Di ISIS ancora non si parlava, a quel tempo la stampa si scatenava attribuendo al governo siriano ogni sorta di malefatta, in particolare la propaganda di guerra accusava Assad di voler utilizzare armi chimiche contro “il proprio popolo”. E come per magia, il giorno in cui ispettori dell’ONU si recarono in Siria per controllare lo stocchaggio delle armi chimiche siriane, a Damasco avvenne un attacco col Sarin che provocò centinaia di vittime. Ovviamente, senza prove né verifiche, esso fu subito attribuito a Assad, e tutti furono disposti a crederlo perché questo fatto si accordava con la visione del mondo pregiudizialmente costruita dai nostri media e dai governi: confermava cioè la teoria del “cattivo dittatore” che bombarda con le armi chimiche “il popolo e i ribelli buoni e non violenti”.

Questa visione implica che Assad oltre a essere un pazzo sanguinario sia anche talmente sprovveduto da fare esattamente, e al momento più sbagliato, quello che i suoi avversari desideravano, offrendo così il pretesto perfetto per farsi attaccare e invadere come un cretino. Nessuno sano di mente potrebbe crederebbe a questa versione: essa assomiglia al copione di un brutto film di guerra che ogni buon produttore cinematografico rigetterebbe in quanto completamente inverosimile. Nessuno forse, tranne tutta l’opinione pubblica benpensante occidentale, ingannata dai governi e dai giornalisti, che ancora presentano questo evento sotto un’ottica distorta, nonostante sia oggi acclarata la responsabilitá dei servizi segreti turchi nell’accaduto. Essi fornirono ai ribelli le armi chimiche che dovevano essere usate, e lo furono, come un pretesto per l’invasione occidentale e il rovesciamento del Presidente Assad.

Se l’invasione non riuscì all’epoca fu per un misto di imperizia ai vertici politici di USA e UK, un deciso intervento diplomatico di Russia e Vaticano, l’ancora troppo fresca ferita dell’invasione irachena finita nel disastro. Si passò così alla vera e propria Guerra per procura tramite le milizie armate, addestrate e finanziate dalla NATO, dall’Arabia Saudita e dal Qatar, di cui l’Isis è solo l’ultima, ed estremamente efficace propaggine, in quella variegata galassia islamista radicale sguinzagliata contro lo Stato laico e repubblicano siriano.

Bombe sui partigiani anti Isis

Per capire la situazione siriana oggi che le forze militari occidentali hanno ripreso a bombardare impunemente Siria e Irak ritorniamo poi al luglio 2015, quando l’ISIS stava subendo gravi perdite, in particolare a causa della resistenza curda.

L’attentato di Suruc del 21 luglio 2015 rappresenta in questo senso uno spartiacque. Fu una strage di 32 giovani combattenti socialisti in partenza per Kobane, a quel tempo la città simbolo della resistenza vittoriosa contro l’avanzata nera. Si trattava 6 mesi fa delle uniche truppe di terra (esercito regolare siriano a parte) ingaggiate contro i tagliagole salafisti, mentre la Coalizione occidentale non alzava il dito contro le colonne dello Stato islamico che spadroneggiavano libere tra Siria e Turchia.

In seguito all’attentato, la Turchia ottenne un vertice NATO a Bruxelles trovando l’appoggio per la sua “lotta al terrorismo”: il problema è che per i turchi terrorismo equivale a parlare di PKK (Partito dei lavoratori curdi), e lotta al terrorismo significa in realtà pulizia etnica. Facendo così un’indebita quanto voluta confusione tra Isis e curdi, tra carnefici e vittime, come per miracolo la strage di Suruc divenne il pretesto per bombarbare le postazioni curde in Iraq e Siria, cioè distruggere la resistenza sul terreno contro l’ISIS.

Facendo credere allo spettatore occidentale  di combattere l’ISIS, in realtà i nostri governanti aiutavano il Califfato in un momento di difficoltà, colpendo le postazioni curde e spianando la strada per la riconquista della cittá da parte delle forze nere.
Insomma, l’attentato fu il pretesto per pianificare una nuova fase di destabilizzazione della Siria da parte della NATO aumentando il supporto alle forze jihadiste di Al Qaeda, Al Nusra e Isis, in un momento di stallo. La coalizione dei paesi imperialisti si organizzò subito dopo Suruc, la Francia per prima autorizzò voli di riconoscimento nell’ottica dei bombardamenti. Ma per capire i veri obiettivi, bastava accendere la radio e la televisione: iniziarono a diffondersi ogni giorno più volte al giorno le fantomatiche quanto inverosimili notizie degli eccidi di Assad, tra menzogne, manipolazioni mediatiche e demonizzazioni isteriche. Hollande e Obama sentenziavano del cambio di regime come necessario, giusto e imprescindibile.

Da notare: all’inizio si parlò di ISIS, al fine di associarlo alla Siria, poi subito si cambiò obiettivo, associando la Siria ad Assad, e da lì si passava alla liberazione della Siria da Assad, che ne è il Presidente legittimo, e non dall’ISIS, che ne è un occupante illegittimo e odioso. In tutto ciò i giovani partigiani socialisti di Suruc sono presto dimenticati in quanto testimoni scomodi del nostro doppio gioco, utilizzati da morti come pretesto per muovere gli eserciti ma, oggettivamente, nostri avversari nella guerra contro Assad.

L’intervento russo

È in questo contesto che, ad inizio ottobre 2015, la Russia interviene a sorpresa contro l’Isis, su esplicita richiesta del Governo siriano di cui è alleata storica (al contrario dei bombardieri francesi, americani, israeliani e inglesi che scorazzano liberamente ma illegalmente sullo spazio aereo siriano). Assad vede infatti concretamente profilarsi il pericolo di un’invasione mascherata da intervento anti-terrorista.

USA e NATO sono completamente spiazzate, perché gli attacchi russo-siriani cominciano a distruggere seriamente le postazioni del Califfato, in maniera incisiva e capillare, non a parole a favore di telecamera come da un anno la fantomatica Coalizione occidentale.

La NATO e gli USA sono improvvisamente obbligati a fare marcia indietro. Presi in trappola dal loro doppio gioco, ammettono spudoratamente che la Russia ha cominciato a bombardare le forze di opposizione addestrate dalla CIA, rivelando finalmente alla luce del giorno ciò che succede da tre anni in Siria: un’aggressione imperialista, mascherata da finta guerra civile, da parte delle forze capitalistiche occidentali che recrutano mercenari provenienti da tutto il mondo e rovesciano armi sul terreno alimentando l’incendio, propagato dal fondamentalismo salafita, oscurantista e reazionario, di provenienza saudita.

Il nuovo asse militare Siria-Russia-Iran con l’appoggio esterno della Cina, ostacolava dunque le operazioni di terra di Usa e Nato all’interno della Siria; operazioni portate avanti da gruppi affiliati ad Al Qaeda, che di fatto costituisce l’esercito di terra dell’alleanza occidentale, i nostri uomini a Damasco. Queste forze ribelli guidate da forze speciali e dai servizi occidentali sono spesso dispiegate per mezzo di imprese private di mercenari sotto contratto degli Usa o della Nato.

Questa fase di rovesciamento dei rapporti di forza dall’asse NATO/Isis all’asse Siriano/Russo/Iraniano si è parzialmente conclusa con la serie di stragi terroristiche di Beirut, del Sinai contro l’aereo russo, di Parigi. Attacchi funzionali da una parte a mettere in guardia le forze anti-salafiste, Hezbollah e Russia, dall’altra a richiamare al proprio dovere gli alleati recalcitanti a rovesciare il Governo di Assad dopo l’intervento russo, la Francia e l’Europa in generale.

Lezioni politiche dalla Resistenza siriana

Prendere posizione e orientarsi di fronte a questa complessa tela di relazioni economico-politiche non è semplice. La contraddizione politica per i partiti operai e comunisti si delinea come segue:

  1. Le sinistre occidentali svolgono un ruolo profondamente reazionario in quanto guerrafondaie e attive fomentatrici del militarismo neo-coloniale responsabile di milioni di morti dal 2000 ad oggi in Medio Oriente e in Ucraina. Sono i nostri governi rappresentanti dell’interesse delle nostre classi capitaliste la minaccia per il resto del mondo. Essi aumentano le provocazioni per cercare l’incidente che conduca alla Guerra globale.
  2. Le forze conservatrici al potere in Russia e Iran, anch’esse legate a circoli capitalistici dei rispettivi Paesi, svolgono invece un ruolo progressista nel contesto internazionale, come argine contro l’avventurismo e l’espansionismo atlantico, la protezione delle popolazioni e della sovranità nazionale dei Paesi laici del Medio Oriente contro l’oscurantismo whaabita promosso dall’Arabia Saudita. Le loro vittorie contribuiscono a indebilire il campo imperialista guidato anche dalle sinistre borghesi, dunque sono per il momento e solo in relazione alla lotta anti-imperialista, da appoggiare.

Un partito operaio, comunista e internazionalista, deve saper reggere la contraddizione del sostegno alle forze che si oppongono all’aggressione imperialista della Siria e ne alimentano la Resistenza, anche quando queste forze non rappresentano forze rivoluzionarie nell’ottica del socialismo, la cui attuabilità è lontana dall’essere raggiunta in particolare in Medio Oriente.

Questo sostegno è una scommessa, derivante dal dovere per i partiti comunisti nel prendere posizioni chiare in base agli sviluppi internazionali, sulla possibilità di un percorso che faccia avanzare il conflitto di classe su postazioni più favorevoli alle forze dei lavoratori, nel Medio Oriente martoriato in particolare, appoggiandosi alle esperienze sociali più avanzate della regione, come la Siria di Assad piuttosto che le monarchie assolutiste di stampo saudita.

Ciò significa agire entro il quadro di resistenza all’imperialismo e non di rivoluzione proletaria. Ciò significa che per Italia l’alleato naturale del partito operaio, in Russia come in Iran, è la classe operaia e i suoi rappresentanti, e chiunque lotti per il socialismo. Allo stesso modo, lo sono i lavoratori della Siria e i loro rappresentanti, ma anche e soprattutto in questa fase le forze del governo siriano strette intorno alla Presidenza Assad, tra cui annoveriamo partiti socialisti e comunisti, per il loro ruolo positivo nel rafforzamento della Resistenza in Siria.

Occorre certo rilevare che Assad ha le sue colpe, in particolare quelle di aver aperto il Paese alla liberalizzazione cercando di sviluppare buone relazioni con gli imperialisti occidentali prima che i conflitti interni iniziassero e fossero strumentalizzati dagli stessi imperialisti a cui aveva teso la mano.

Oggi il vero probema è che la classe operaia e i movimenti rivoluzionari sono deboli in Medio Oriente. I partiti operai e comunisti in Occidente in queste circostanze devono aumentare la lotta contro i governi borghesi nei loro Paesi, sostenendo la Resistenza siriana nella forma in cui ha preso corpo, al fine di evitare la guerra imperialista globale.


Suruc

http://www.huffingtonpost.it/news/attentato-suruc/

http://www.lastampa.it/2015/07/20/esteri/orrore-in-turchia-esplosione-al-confine-con-la-siria-U4MDjvULpHoWg9jC3ZJ0rO/pagina.html

Vertice NATO dopo Suruc

http://www.globalproject.info/it/mondi/raid-contro-isis-e-pkk-la-nato-appoggia-la-turchia/19292

http://it.ibtimes.com/turchia-attentato-suruc-programma-martedi-vertice-nato-1410986

http://www.lookoutnews.it/turchia-erdogan-pkk-curdi/

http://www.termometropolitico.it/1183926_turchia-isis-curdi.

http://www.giornalettismo.com/archives/1865046/turchia-cosi-erdogan-bombarda-lisis-i-ribelli-curdi/

Attacchi chimici Damasco

http://www.panorama.it/news/marco-ventura-profeta-di-ventura/siria-armi-chimiche-damasco/

http://www.thezeppelin.org/attacco-chimico-a-damasco-2-anni-dopo/

http://www.analisidifesa.it/2015/12/il-sarin-di-ghouta-era-dellisis-e/

http://it.ibtimes.com/siria-la-versione-di-hersh-lombra-della-turchia-dietro-lattacco-chimico-damasco-1349862

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=13733

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