Terrorismo periodico e guerra permanente

thVC9N2BCGDi nuovo, ci ritroviamo a piangere vittime innocenti. A Bruxelles, nella “capitale”. Una città militarizzata, sotto controllo capillare da mesi, dove presunti terroristi sono individuati e inseguiti fin dentro casa, dove vigono misure di sicurezza e intelligence straordinarie, la città degli uffici centrali della NATO e della Commissione: ebbene i nostri dirigenti si sono fatti “sorprendere” da un attacco altamente prevedibile, in cui il cittadino/lavoratore è l’unico ad andarci di mezzo, come sempre. Episodio a tal punto prevedibile, che Erdogan – un assassino di passaggio a Bruxelles solo quattro giorni fa – ne aveva esplicitamente parlato.

Dobbiamo dunque rassegnarci ad accettare le bombe come una fatalità? 4 mesi dopo il Bataclan, 8 dopo la tentata strage sul TGV Bruxelles/Parigi, poco più di un anno dopo Charlie Hebdo, siamo ancora lì, ogni volta come se non ci fosse niente da fare. Quando la società sembra tirare un sospiro di sollievo, la cappa di piombo le ricade addosso. Solo le misure di sicurezza sempre più pesanti, lo stato d’urgenza permanente, il razzismo degli idioti, il radicalismo delle opposte religioni, alimentato da ogni nuovo attentato, sembrano fare progressi. In tutto questo, niente di rivoluzionario prende forma, nella lotta tra opposte reazioni, il sistema si stabilizza e il progresso sociale è la prima vittima, messo in sordina come un lusso di fronte al terrore.

Perché attaccare Bruxelles? Per vendicarsi della “lotta al terrorismo”? Questa è la retorica preferita dai nostri governanti borghesi, funzionari passacarte che si danno così un tono da guerrieri, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: l’Europa non fa nulla contro il terrorismo islamico reazionario e oscurantista, anzi lo alimenta:

  • Con lo smantellamento dei regimi laici nazionalisti arabi in Libia e Irak, e il conseguente finanziamento delle forze ribelli uscite dal settarismo tradizionalista islamico
  • Stando dalla parte dei ribelli siriani – quella galassia di tagliagole che va da Al Nusra, all’ISIS passando per ogni sorta di gruppo jhiadista – tutto pur di opporsi ad Assad
  • Dando spazio e credito alla Fratellanza Mussulmana ritornata in auge in seguito alle cosiddette primavere arabe
  • Accogliendo con tutti gli onori Erdogan – despota stipendiato per sbarazzarci dei siriani che fuggono da 5 anni di guerra aizzata dalla NATO e dagli USA attraverso le milizie jihadiste – il cui ruolo nel finanziamento dell’ISIS è comprovato,
  • Premiando a Parigi qualche giorno fa con la Legion d’Onore il Ministro degli interni saudita, simbolo supremo dell’affarismo marcio che i nostri capitalisti e governi intrattengono coi principi delle monarchie arabe, creatori e sostenitori dei movimenti oscurantisti radicali di stampo salafista.

Insomma tutto ciò che l’Europa poteva fare per contribuire a diffondere il fondamentalismo islamico di matrice whaabita l’ha fatto; legata agli interessi egemonici dei nostri alleati del Golfo sul resto mondo arabo, le nostre classi dominanti hanno svenduta la sicurezza ai reazionari del Medio oriente in cambio di petrolio, appalti e risorse da depredare. Col risultato che le filiere scomposte in mille rivoli della rete di combattenti islamisti, circolano ormai nella nostra società come effetto secondario ed epifenomeno dell’invasione del Medio Oriente: sin dai tempi dell’Afganistan negli anni ’80 quando i mujhiadin combattevano per noi contro l’URSS, per arrivare ad oggi, in Siria contro Assad.

Per non parlare poi dei predicatori radicali in provenienza dall’Arabia Saudita che accogliamo nelle città d’Europa, in nome della sussidiarietà, per far finta di curare con la religione i problemi sociali di disoccupazione, miseria, droga e abbandono prodotti dal capitalismo, di cui lo Stato saccheggiato dall’austerità non può più occuparsi: essi trovano sempre nelle periferie devastate qualche psicopatico a cui la vita non ha dato niente, pronto a sacrificarsi per qualcosa che non capisce e per cui è stato manipolato.

Siamo in mano a dirigenti incapaci, colpevoli e collaborazionisti, che prima ci trascinano in avventure militari neo-coloniali, smembrano Stati sovrani per la sete di rapina e di espansione economica, e poi ci abbandonano coi nostri morti in strada. Il popolo dalle loro guerre non ricava nulla se non morte e terrore, ma i governanti hanno lo stesso il coraggio di chiederci poteri speciali, più fiducia, carta bianca per scatenara nuove guerre. Il problema è che finché queste guerre continueranno, continuerà il terrorismo fiancheggiatore, allo sbando, che fa il gioco dei circoli reazionari e guerrafondai, più sprovveduto, cieco e cinico dei nostri servizi di sicurezza; pretesto perfetto per ogni abuso di governo.

Per ora possiamo purtroppo solo commentare con rabbia e dolore, vedendo il popolo europeo che muore a piccolissime dosi, tra austerità, disoccupazione ed episodiche mattanze perpetrate da fanatici, per qualcosa di cui non è responsabile; e vedendo i popoli mediorientali che muoiono tutti i giorni a causa della distruzione e la destabilizzazione che i nostri governi imperialisti propagano da decenni. La società capitalista offre solo guerra o terrore, militarizzazione o avventurismo, strategia della tensione e oppressione del Lavoro. Ogni 4/5 mesi, come a ricordarci che ogni nuovo ordine si fonda sulla crisi, sulla violenza e sulla guerra. Il nuovo ordine è l’Europa Unita al servizio dei mercati e del capitale, in costruzione sulle nostre spalle, e sulla terra bruciata tutt’intorno.

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