Parigi, Europa: quotidianità dello Stato di Polizia

sbirr cattiviTestimonianza diretta da Parigi. Questa mattina (10/05/2016) alle 09:30.

Una cinquantina di poliziotti in assetto antisommossa scendono dai camion giunti a sirene spiegate in rue de l’Arrivé, e corrono a perdifiato in direzione boulevard Edgar Quinet (14° municipio, nei pressi della Gare Montparnasse). Ma tutto sembra calmo in zona e non si vedono motivi di tale agitazione.

Seguiamo le forze di polizia. Esattamente all’uscita della fermata Edgar Quinet sulla linea 6 ci accorgiamo che hanno circondato e letteralmente sigillato un gruppetto di una trentina di persone. Stile studenti e militanti politici di sinistra, età compresa tra i 20 e i 40 anni, che si ritrovano all’improvviso schiacciati dal cordone della Gendarmerie (Carabinieri). (foto 1-4)

A parte l’agitazione causata dall’arrivo fracassante delle forze dell’ordine nel cuore del quartiere, tutt’intorno regna la calma, nessun segno di violenze, urla, precipitazione. Il gruppo chiede di poter continuare la marcia, ma è imprigionato. Un ragazzo urla : “Guardateci bene, non siamo mascherati, ne armati”. Non serve dirlo, è palese per tutti i passanti, che si avvicinano ai Gendarmes per chiedere spiegazioni del loro operato. Foto 5

Seconda fase: i poliziotti “invitano” alcuni manifestanti a uscire dal “recinto” in cui li hanno rinchiusi e perquisiscono a caso, trovando bottigliette d’acqua, macchine fotografiche e qualche giornale. Poi chiedono di poter parlare con un rappresentante del gruppo. Un uomo sulla trentina si presenta per discutere con il responsabile dei Gendarmes. Siamo a due metri da loro, la discussione è del tutto calma, poi all’improvviso i Gendarmes gli mettono le mani addosso e lo strattonano per portarlo via. Attimi di grande agitazione, i manifestanti iniziano ad urlare in difesa del loro compagno, i poliziotti stringono ancor di più in una morsa il gruppetto mentre quattro poliziotti riescono a portarlo via di forza (purtroppo non abbiamo la foto, a parte 6-7 la direzione in cui il ragazzo viene “accompagnato”).

L’uomo si agita come può e scompare dai radar.  Un responsabile dell’operazione di fronte a noi annuncia alla radio interna : “Abbiamo preso il leader“. Se non fossimo di fronte a un crimine autoritario ci sarebbe da ridere. In pratica la richiesta di discussione è stato un tranello per arrestare un primo manifestante a caso, additandolo come leaders. Subito dopo un secondo e una terza manifestante verranno perquisiti, il ragazzo farà la fine del “leader“, arrestato arbitrariamente. Nel frattempo un abitante del quartiere inizia a chiedere spiegazioni a gran voce apostrofando il comportamento delle forze dell’ordine. Per tutto risposta si sente dire: “Si allontani e ci faccia fare il nostro lavoro”. Risposta illuminante: “Questo non è il vostro lavoro, questa è dittatura”. Foto 8-9

L’atmosfera diventa sempre più tesa, i poliziotti sono nervosi, le persone rinchiuse nel cerchio poliziesco sono calme, ogni tanto urlano “liberate i nostri compagni”, a ogni urlo la cintura di polizia si stringe sempre di più. Dietro gli scudi i manganelli già impugnati sono pronti a colpire ma nessuno per il momento cade nelle provocazioni. Foto 10-14

Finalmente una ragazza intrappolata dal cordone dei Gendarmes, con in mano un giornale, urlando ci spiega: “Oggi c’è la manifestazione dei ferrovieri organizzata dai sindacati di fronte alla Gare Montparnasse, ci stavamo incamminando per raggiungerli, e ci hanno bloccati senza ragione”. Foto 15. A quel punto non resta che andare alla Gare Montparnasse, in effetti la CGT (la CGIL francese) sta montando i palchi e gli striscioni per la manifestazione.

Tutto qui, il motivo dell’abnorme operazione di Polizia è impedire ai manifestanti di unirsi ai sindacati. Ecco dunque il senso dell’operazione preventiva di questa mattina, creare ansia e nervosismo, stato d’assedio permanente, tramite arresti arbitrari e blocchi immotivati, in modo da far esasperare i cittadini e creare scontri, per far passare sui media immagini di violenza e/o repressione poliziesca spacciata come : “la polizia è dovuta intervenire in seguito alle violenze alla manifestazione etc“, per oscurare le rivendicazione e la mobilitazione dei ferrovieri e dei sindacati in lotta contro licenziamenti e leggi sul lavoro.

La democrazia borghese in Europa, nel quotidiano, nella realtà, è questo. Ovunque si annunci una protesta – soprattutto in un momento in cui il Governo vuole mettere la fiducia sulla legge sul lavoro visto che ha le piazze contro e non riesce ad avere la maggioranza in Parlamento – la Prefettura ordina alle forze di Polizia di trasformare ogni manifestazione in momento di tensione, al fine di far esplodere disordini e poter criminalizzare le rivendicazioni sociali. Esattamente la stessa strategia usata per rovinare il corteo del Primo Maggio, strategia che si ripete all’infinito, a tutti i livelli, in ogni momento e angolo della città.

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