Il reddito di cittadinanza: una falsa buona idea

iincome.pngSi sente parlare sempre più spesso, sui media e negli ambienti politici che contano, del Reddito di base, o Reddito di cittadinanza. Una nuova e avveniristica soluzione per palliare all’impoverimento di massa cui il capitalismo, oggettivamente, sta sottoponendo i lavoratori e le classi popolari, in particolare a partire dalla grande crisi sistemica del 2008.

Negli ultimi tempi la Finlandia, guidata da un esecutivo di destra liberista, ha iniziato a sperimentare il dispositivo; in Francia, il candidato socialista alla presidenziali Benoit Hamon ne ha fatto un cavallo di battaglia della campagna elettorale; in Febbraio il Parlamento Europeo ha proposto una mozione al riguardo (bocciata); e in Svizzera, la sua introduzione è stato oggetto di referendum popolare. Continua a leggere

2017: per una riscossa operaia in Italia

lavoroA due anni ormai dall’entrata in vigore del Jobs Act la situazione lavorativa non smette di degradarsi. E non è una questione che tocca i soli operai italiani. Mentre la legge ha banalizzato l’arbitrio padronale, facendo danni tra le classi popolari italiane, misure equivalenti sono state introdotte nel frattempo in Francia e in Belgio (la Loi Travail e la Loi Peters), al fine di imporre gli stessi standard al ribasso alle classi lavoratrici dei rispettivi Paesi.

In 2 anni, circa 50 milioni di lavoratori del continente sono stati così toccati da provvedimenti diretti a intaccare le più basilari condizioni di esistenza; una gigantesca escalation bellica operata dalle classi dominanti, caratterizzata da un’omogeneità che illustra come i legislatori intendano imporre un’agenda sfacciatamente anti-operaia col pretesto della crisi, e altresì indicativa del piano transnazionale su cui il Capitale europeo agisce. Continua a leggere

Loi Travail: dopo le proteste, i processi politici

In totale si contano ad oggi 909 arresti, 796 azioni penali intraprese contro gli oppositori, conclusesi con 158 condanne di cui 59 a pene detentive. L’intimidazione sembra essere la regola. Così come la protezione giuridica degli interessi del padronato.

Partito Comunista Italiano - Federazione di Fermo

Dal compagno della nostra Federazione che lavora in Francia un altro importante contributo sulla lotta di classe che infuria nel Paese transalpino.

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Chi pensi che i processi politici siano una specialità dei regimi autoritari si ricreda, oppure riveda i propri criteri di attribuzione di tale categoria. Una vera e propria caccia alle streghe si abbatte contro gli oppositori alla Loi travail in questo momento in Francia. Il risultato è una repressione senza precedenti nel generale silenzio della stampa borghese.

Sindacalisti, comunisti, organizzatori del movimento, oppositori appartenenti ai vari collettivi formatisi nel corso di questi mesi, sono presi a bersaglio dalle autorità giudiziarie, che tirano a modo loro le conclusioni della straordinaria stagione di lotta vissuta nel Paese in questo 2016. Approfittando della relativa “calma” dopo l’ultima riuscitissima giornata nazionale di mobilitazione del 15 settembre, e di un confronto che sembra essersi spostato nelle aule giudiziarie tra ricorsi legali per cercare…

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Ape: pagare le banche per andare in pensione

30045-oligarchiaAlla faccia della presunta lentezza del nostro processo legislativo, dopo esattamente un anno e mezzo da quando si liquidava col Jobs Act ciò che rimaneva di 60 anni di Codice del lavoro in Italia, il governo mette in cantiere, come ampiamente previsto, l’intervento demolitore di uno dei più importanti pilastri dello Stato sociale: le pensioni.

L’APE  (acronimo di “Anticipo PEnsionistico”) rappresenta una tappa fondamentale del piano di  smantellamento e privatizzazione dell’infrastruttura sociale del Paese sotto l’impulso delle necessità dei mercati finanziari. Nello specifico, con l’APE si dà al lavoratore la possibilità di andare in pensione a 63 anni, ovvero quattro anni prima della pensione di vecchiaia. Bene, si dirà: questo innalzamento dell’età pensionabile 67 anni voluto dalla Legge Fornero, varata dal governo Monti a fine 2011, era già di per sé inaccettabile. Continua a leggere

Francia. Riprende la lotta contro la Loi Travail

Le strade di Parigi e di altre 100 città francesi sono tornate a riempirsi, giovedì 15 settembre, per la quattordicesima giornata di mobilitazione nazionale contro la Loi Travail – il Jobs Act francese – indetta dai sindacati di lotta che da febbraio sono all’offensiva contro un governo deciso a distruggere 100 anni di Codice de Lavoro.

Partito Comunista Italiano - Federazione di Fermo

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Le strade di Parigi e di altre 100 città francesi sono tornate a riempirsi, giovedì 15 settembre, per la quattordicesima giornata di mobilitazione nazionale contro la Loi Travail – il Jobs Act francese – indetta dai sindacati di lotta che da febbraio sono all’offensiva contro un governo deciso a distruggere 100 anni di Codice de Lavoro.

I lavoratori guidati da CGT (prima confederazione sindacale, di tendenza comunista), Force Ouvrière (riformisti), FSU (funzione pubblica) e Solidaires (comitati di base), con l’apporto fondamentale degli studenti e dei movimenti sociali, hanno dato vita a un corteo molto partecipato (circa 40 000 manifestanti). Queste forze marciano unite da mesi contro una regressione che rischia di cancellare le conquiste sociali introdotte in Francia nel ’36 dal Fronte Popolare e nell’immediato dopoguerra dal governo nato dalla Resistenza antifascista.

Ovviamente il corteo è stato attaccato dalla polizia a colpi di lacrimogeni “preventivi”, sparati in mezzo alla…

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Con Spinelli e l’UE per sfruttare i lavoratori

spinelliIl vertice militarizzato di Ventotene tra tre capi di governo talmente screditati e scollegati dalla realtà da doversi rifugiare, col pretesto della sicurezza, su una portaerei militare, non è servito a niente per quanto riguarda i punti in agenda – immigrazione, terrorismo, difesa, unità bancaria e altre amenità reazionarie – ma ha fatto centro per quanto riguarda l’unico obiettivo nascosto ma prioritario: mercanteggiare le tutele dei lavoratori italiani per darle in pasto alle aziende, in cambio di una flessibilità europea sui conti.

Uno degli ultimi baluardi delle tutele sul lavoro, costituito dal contratto nazionale, è ufficialmente messa nel mirino e buttato a mare al largo di Ventotene in nome del “sogno” europeo, che per i lavoratori si rivela il peggiore degli incubi, firmato dai liberisti d’Europa. La Commissione UE concederebbe all’Italia un munifico sconto sul deficit di 10 miliardi, ma i creditori pretendono in controparte la riforma della contrattazione: occorre privilegiare quella aziendale su quella nazionale, misura che permetterà un ulteriore e definitivo abbassamento dei salari – come è successo in Grecia, in Portogallo e in Spagna. Continua a leggere

Parigi 14/06: sciopero generale!

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Impressionante prova di forza della classe operaia francese a Parigi. La Manifestazione nazionale del 14 giugno indetta dai sindacati dei lavoratori CGT, Force Ouvrière, SUD, e dai sindacati studenteschi ha riunito quasi un milione di manifestanti.

La testa del corteo – composta dai ferrovieri CGT e SUD, dagli studenti e da gruppi anarchici e comunisti – è partita da Place d’Italie, nel XXII arrondissement intorno alle 13; la coda del corteo – i lavoratori delle telecomunicazioni e insegnanti CGT e gli operai dell’industria di FO – era in marcia ancora alle 18h30 verso Invalides, nel VII arrondissement. Si tratta di circa 5 chilomentri di corteo, enorme serpentone in cui erano presenti tutte le federazioni sindacali delle varie branche dell’industria in sciopero ormai da settimane. Ferrovieri, portuali, operai delle raffinerie, metalmeccanici, lavoratori delle centrali elettriche e nucleari, autotrasportatori. Continua a leggere

Un fronte del Lavoro

operaio 2L’offensiva del Capitale travolge i lavoratori delle nazioni a capitalismo avanzato, e in egual misura travolge i Paesi non allineati agli interessi imperialistici espressi dai Paesi capitalisti più maturi. Ci sono popoli che si sono infatti sottratti da troppo tempo al dominio dell’imperialismo – grazie alle rivoluzioni anti-coloniali e socialiste – così come la classe operaia ha tentato di sottrarsi parzialmente al dominio dei capitalisti in Occidente, costruendo lo Stato sociale e le tutele del lavoro.

Per il Capitale è tempo di riprendersi quanto gli è stato strappato con la lotta dal secondo dopoguerra a oggi. Nella sua controffensiva, iniziata e favorita dallo smantellamento dell’URSS, il Capitale cerca di estrarre dalle masse lavoratrici plus valore per alimentare profitti instabili, di attingere dal bacino del lavoro salariato l’ossigeno per la propria sopravvivenza. Le riforme strutturali del mercato del lavoro sono l’espressione tecnica, e i governi il braccio operativo, di tale necessità economica di sfruttamento. Segue l’attacco ai servizi pubblici e delle coperture universali, derivante dalla decisione di ripagare gli interessi ai capitalisti nella loro veste di creditori e aprire nuovi spazi all’investimento privato, al Capitale liberato da ogni regola e costrizione. Continua a leggere

Francia: la via dello sciopero generale

20160519_185911Il movimento in Francia cerca di coordinarsi e fare squadra. La manifestazione dei sindacati a Parigi del 19 maggio è stata a dir poco impressionante. La testa del corteo è arrivata a Place d’Italie alle 16, mentre la coda quasi due ore dopo. Addirittura superato il record del Primo Maggio – dove da anni non si erano viste 80.000 persone in strada per la tradizionale manifestazione. Oggi si parla di almeno 100.000 manifestanti. 

In tutte le città francesi sono scesi in piazza più manifestanti rispetto a Martedi 17, segno che i lavoratori non cedono anzi rilanciano, per nulla afflitti né rassegnati dalla criminalizzazione dei media che cercano di far passare tutti per dei casseurs. Per nulla intimiditi, soprattuto, dall’arroganza, dalla violenza e dall’autoritarismo del Governo. Continua a leggere

Un 2016 di lotta sociale

dominio-31-10L’Europa intera è in subbuglio sociale. Le proteste dilagano e sono ormai all’ordine del giorno. In particolare la situazione francese contro la legge sul lavoro, con cortei unitari delle forze sindacali e delle sinistre comuniste e radicali, manifestazioni studentesche, scioperi e occupazioni di fabbriche ed eventi come Nuit Debout, dimostra una tendenza di avanguardia. Ma ovunque – a partire dalla Grecia bloccata per due giorni dallo sciopero generale promosso dal PAME e dal KKE, finanche nella timida Germania dove i sindacati si sono mossi per contrattare aumenti salariali con imponenti scioperi nel settore aeroportuale e metalmeccanico – la lotta di classe prende vigore. Continua a leggere