Macron, la Siria, le nostre lotte sociali

marseilleL’allarme di Macron a Strasburgo: “Sta emergendo una guerra civile europea”

Questo il titolo che ha fatto il giro degli organi di disinformazione e manipolazione di massa delle coscienze, anche detti media, ieri.

In realtà, Macron ha grossi problemi in casa: un movimento dei lavoratori forte e determinato che sta bloccando il paese con scioperi veri, lotte che si uniscono e trovano rappresentanza politica di sinistra intorno alla France Insoumise, un movimento complessivo che si è anche ben posizionato per vincere la battaglia dell’opinione. Continua a leggere

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Lineamenti di suprematismo occidentale dal gruppo Espresso

unnamedPer chiunque fosse alla ricerca di un autentico concentrato di ideologia suprematista, nella sua versione più moderna, raffinata e insidiosa, è possibile trovarlo in un editoriale di Federico Rampini – giornalista di punta del gruppo Espresso, corrispondente da New York e autore di molti libri – nell’inserto D di Repubblica del 19/08/2017.

Il gruppo Epresso è come noto una vera e propria centrale egemonica della classe dirigente nazionale. In quanto elaborazione destinata al grande pubblico di una delle sue voci più autorevoli, ci permettiamo dunque di prendere sul serio tale articolo: esso è sintomatico della capillarità e della diffusione di un complesso di superiorità che l’egemonia liberale e imperialista ha radicato in tutti gli strati sociali delle società occidentali. Continua a leggere

Degrado su Aleppo

courrierAlla vigilia dell’attribuzione del Premio Nobel per la Pace che rischia seriamente di andare all’organizzazione fiancheggiatrice di Al Qaeda chiamata White Helmet, traduciamo l’editoriale apparso oggi sul Courrier International – organo della sinistra radicale e intellettuale, il cui equivalente italiano è L’Internazionale –, per illustrare il degrado e l’infame servilismo raggiunto dalla sinistra imperialista occidentale.

Vi si può leggere un concentrato di menzogne, propaganda e retorica strappalacrime basata sul capovolgimento totale della realtà che non ha eguali. E che non merita neanche di essere confutato, ma solo letto con infinita pietà e incredulità, nei confronti di coloro che sotto le spoglie dell’umanitarismo e del progressismo da figli di papà si fanno interpreti dei sentimenti di rapina, del neo-razzismo e del colonialismo più barbaro delle classi dominanti capitaliste occidentali. Continua a leggere

Il bonapartismo: la politica interna del Capitale finanziario

causas-nazismo-fascismo-semejanzas_1_1626609L’attenzione smodata che gli ambienti politici danno a presunti problemi di governabilità porta a investire immense energie e focalizzare enormi aspettative su riforme di Costituzione e leggi elettorali. Queste riforme convergono tutte verso un modello fortemente incentrato sulla stabilità e rapidità dell’esecutivo. Viste però le attuali condizioni ciò vuol dire: rendere il governo libero di applicare le contro riforme socioeconomiche anti-operaie e anti-popolari richieste dai mercati finanziari.

L’efficienza legislativa in questo contesto non c’entra nulla: 40 anni di regime parlamentare non hanno impedito infatti all’Italia di produrre un apparato legislativo formidabile (al livello quantitativo perlomeno), e governi che cadevano a ritmi trimestrali non hanno impedito l’applicazione di tali leggi, né l’industrializzazione del Paese, lo sviluppo del dopoguerra etc. In quella fase, gli equilibri e i rapporti di forza economici, e dunque sociali e politici, imponevano che si prendessero in conto le esigenze di ampi strati delle masse popolari, il Parlamento assolveva in parte a tale funzione.
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Nizza: il dolore e la strumentalizzazione

attentat-nice-dessin-11560362wwskb_1713Dopo due giorni di incertezze finalmente la tanto attesa “rivendicazione” è arrivata. Scarna e generica, il minimo sindacale della rivendicazione politica, ma utile a sostenenere il castello di carte indicato da politica e media. L’attentatore di Nizza è un soldato del Califfo.

Un piccolo criminale franco-tunisino residente Nizza, con precedenti per violenza, alle prese con problemi di soldi e una depressione da divorzio in corso, si lancia con un camion contro la folla riunita sul lungomare della sua città per i fuochi d’artificio del 14 luglio con l’intenzione di fare una strage. La sua follia produce 90 vittime. È solo, nessuna rivendicazione, bandiera, simbolo accompagna il suo gesto. Continua a leggere

La Repubblica, Calabresi e l’Europa unita

repubblicaAbbiamo letto con raccapriccio l’ultimo editoriale di Mario Calabresi, nuovo direttore di Repubblica, il quale afferma che, dopo i tragici fatti di Bruxelles, solo l’Europa unita potrà salvarci da tutti i mali del mondo, ovvero dal terrorismo.

Calabresi usa l’artificio retorico che consiste nel descrivere un suo viaggio in treno da Bruxelles a Parigi, spiegando a noi poveri buzzurri ancora tristemente legati alla sfera nazionale come egli abbia potuto constatare coi suoi occhi le tragiche differenze tra le misure di sicurezza adottate da Francia e Belgio, per concludere che così non si può andare avanti. Ci vuole l’unità europea, ci vuole la cessione di sovranità, strilla il Direttore, per mettere fine a differenze nazionali che costano vite umane!, oppure i terroristi continueranno a fare quel che vorranno. Continua a leggere

Terrorismo periodico e guerra permanente

thVC9N2BCGDi nuovo, ci ritroviamo a piangere vittime innocenti. A Bruxelles, nella “capitale”. Una città militarizzata, sotto controllo capillare da mesi, dove presunti terroristi sono individuati e inseguiti fin dentro casa, dove vigono misure di sicurezza e intelligence straordinarie, la città degli uffici centrali della NATO e della Commissione: ebbene i nostri dirigenti si sono fatti “sorprendere” da un attacco altamente prevedibile, in cui il cittadino/lavoratore è l’unico ad andarci di mezzo, come sempre. Episodio a tal punto prevedibile, che Erdogan – un assassino di passaggio a Bruxelles solo quattro giorni fa – ne aveva esplicitamente parlato.

Dobbiamo dunque rassegnarci ad accettare le bombe come una fatalità? 4 mesi dopo il Bataclan, 8 dopo la tentata strage sul TGV Bruxelles/Parigi, poco più di un anno dopo Charlie Hebdo, siamo ancora lì, ogni volta come se non ci fosse niente da fare. Quando la società sembra tirare un sospiro di sollievo, la cappa di piombo le ricade addosso. Solo le misure di sicurezza sempre più pesanti, lo stato d’urgenza permanente, il razzismo degli idioti, il radicalismo delle opposte religioni, alimentato da ogni nuovo attentato, sembrano fare progressi. In tutto questo, niente di rivoluzionario prende forma, nella lotta tra opposte reazioni, il sistema si stabilizza e il progresso sociale è la prima vittima, messo in sordina come un lusso di fronte al terrore.
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Al Baghdadi e Robespierre: i miracoli della disinformazione

indexNell’editoriale di questa settimana, un influente, “rispettabile” e accreditato settimanale internazionale (il Courrier International, L’Internazionale in Italia, organo sedicente progressista, aperto al mondo e sempre in prima linea quando si tratta di scialacquare la politica di sinistra nei buoni sentimenti e nelle idee superficiali che vanno di moda) osa paragonare lo Stato Islamico a niente meno che Robespierre.

Gli oscurantisti medioevali che sognano di istituire una teocrazia di stampo saudita, segregare le donne e tutti coloro che non si conformano alla loro visione religiosa, instaurare lo schiavismo, e il capo Rivoluzionario giacobino che fondò la Repubblica democratica borghese, proclamò l’uguaglianza tra cittadini, abolì lo schiavismo e i privilegi dell’aristocrazia. Ebbene queste due opposte e inconciliabili forze della storia, il progressismo e la reazione più bieca, sono associate e messe sullo stesso piano, sotto la bandiera del terrorismo, entrambe presentate al lettore come due facce di esso. Continua a leggere

O la guerra o il terrore

la carillon parisLa reazione è passata al contrattacco. I gruppi jihadisti e i loro sponsor del Golfo, destabilizzati dal recente intervento russo in Siria, non hanno intenzione di perdere il bottino per il quale stanno lottando da 5 anni. Dopo l’attentato all’aereo russo nel Sinai e le due autobombe di giovedì a Beirut, i circoli reazionari – cristallizzati intorno agli apparati USA, ai monarchi del Golfo e ai fascisti turchi – hanno scatenato gli squadristi islamici per mettere sotto scacco l’Europa.

Nel mirino Parigi, dove si è svolto ieri sera un attacco militare in piena regola, altamente coordinato, attuato da professionisti così ben addestrati da sembrare membri dei corpi speciali, nel miglior stile della strategia della tensione, rivestita dall’involucro islamista. Continua a leggere

Immigrazione: gli invasori siamo noi

immigrati-dario-foSi parla sempre di più, e con grande isteria, di immigrazione; in maniera astratta, decontestualizzandola come fosse un male divino abbattutosi per caso su di noi. L’immigrazione invece non è che il prodotto finale di una serie di eventi le cui cause economiche vengono da lontano e i cui responsabili sono le nostre classi dirigenti, le stesse che prendono voti strumentalizzando il fenomeno, per distrarre e ingannare le masse dal pericolo reale che incombe. Continua a leggere