Le libertà ai tempi del capitalismo imperialista

fakenewsPochi giorni fa, in vista della cerimonia d’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, uno dei più importanti media imperialisti, Facebook, è stato incaricato di bloccare una televisione scomoda, Russia Today, in modo da evitare che coprisse l’evento sul social. L’emittente è stata bannata, questo il termine tecnico, ovvero impossibilitata ad aggiornare la propria pagina, con conseguente blocco del live streaming.

Questa decisione arriva al culmine di un’isterica campagna anti-russa intrapresa dai circoli reazionari americani ed estesasi su tutto il “mondo libero”, ossia l’asse imperialista USA /UE, da alcuni mesi a questa parte. Lanciata sulla scia delle difficoltà americane a spezzare la resistenza siriana ad Aleppo e delle relative difficoltà elettorali del clan Clinton – il più sensibile dei club politici ai desiderata del Capitale finanziario dominante -, l’effetto immediato di tale campagna si è ripercosso rapidamente sull’altro polo imperialista al di là dell’Atlantico. Quell’organo altrimenti inutile chiamato Parlamento Europeo ha proposto nel novembre 2016 una risoluzione – fondata sulla paranoia, intrisa di maccartismo e linguaggio da caccia alle streghe -, contro “le notizie false e la propaganda russa”, che manipolerebbero i risultati delle nostre elezioni facendo leva sulla credulità del popolaccio ignorante (!). Continua a leggere

L’autoritarismo: la politica interna del Capitale finanziario

causas-nazismo-fascismo-semejanzas_1_1626609L’attenzione smodata che gli ambienti politici danno a presunti problemi di governabilità porta a investire immense energie e focalizzare enormi aspettative su riforme di Costituzione e leggi elettorali. Queste riforme convergono tutte verso un modello fortemente incentrato sulla stabilità e rapidità dell’esecutivo. Viste però le attuali condizioni ciò vuol dire: rendere il governo libero di applicare le contro riforme socioeconomiche anti-operaie e anti-popolari richieste dai mercati finanziari.

L’efficienza legislativa in questo contesto non c’entra nulla: 40 anni di regime parlamentare non hanno impedito infatti all’Italia di produrre un apparato legislativo formidabile (al livello quantitativo perlomeno), e governi che cadevano a ritmi trimestrali non hanno impedito l’applicazione di tali leggi, né l’industrializzazione del Paese, lo sviluppo del dopoguerra etc. In quella fase, gli equilibri e i rapporti di forza economici, e dunque sociali e politici, imponevano che si prendessero in conto le esigenze di ampi strati delle masse popolari, il Parlamento assolveva in parte a tale funzione.
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Le primarie: impostura democratica

Primarie Napoli, presentazione (1)La macchina delle primarie del Partito Democratico ha girato di nuovo a vuoto ieri, per scegliere i candidati alle amministrative di maggio, producendo il solito nulla politico, esaltato dalla stampa di regime e dai politicanti di riferimento come « democrazia ».

In realtà questa estensione diretta dell’elettoralismo, è una delle forme più deteriori della partecipazione sedicente democratica; tecnicamente non è altro che la sublimazione del potere clientelare, della capacità degli amministratori e segretari locali di ingannare e mobilitare masse destrutturate e imporre il predominio di interessi costituiti in altro luogo. Continua a leggere

Illusioni della democrazia in regime capitalistico

ragione-sociale-capitalismoQuando i nostri governanti si riempiono la bocca di parole come “democrazia” e “libertà”, intendono principalmente tre cose: il suffragio universale, il pluralismo e la libertà d’espressione. Se consideriamo da vicino queste tre “comandamenti”, è facile misurare la distanza tra l’ideologia e la realtà. La frattura epocale tra le promesse espresse da questi tre grandi principi, e la quotidiana sofferenza sociale sperimentata dalla stragrande maggioranza della popolazione, spiega in gran parte il malcontento, la disillusione e la rabbia che circolano nella società.

Il suffragio universale, pilastro della democrazia moderna, è l’esempio più lampante dello scollamento tra esercizio della libertà e il suo carattere controllato: che cosa in realtà abbiamo raggiunto con esso? Quello che era in principio un privilegio censitario, un meccanismo tramite il quale i ricchi eleggevano i propri rappresentanti nelle assemble di governo, è stato esteso all’insieme della popolazione, ha smesso di essere un privilegio per pochi per diventare un diritto di tutti: il diritto di voto. Continua a leggere

Uomini d’affari di lotta e di governo

310x0_1442487341253_rainews_20150917125444283Quando affermiamo che la borghesia domina ormai incontrasta e in maniera diretta in Italia, qualche filisteo pro-regime capitalista è sempre pronto ad alzare il ditino e accusare i comunisti di ideologizzare il dibattito, di parlare secondo categorie vecchie o astratte, di vivere in un mondo a parte. Se non passare direttamente a insulti e scherni.

Insomma a sentirli, a dirigere il Governo e lo Stato ci sarebbero « persone », « gente » di potere, vagamente definita come élite, che sta lì e non è importante domandarsi da dove viene. In tal modo divulgano e accreditano l’idea che la politica e il potere sia in qualche modo scollegati dalla società e dalla realtà materiale, come una bolla, uno strato superiore che vive di vita propria nelle « sfere del potere », e che ha una propria casistica, leggi e comportamenti buoni a riempire le pagine di cronaca politica come i rotocalchi riempiono le pagine gossip della vita dei vip. Continua a leggere

Berlusconi: ovvero quando la borghesia arriva al potere

1385715283-berlusconi2I primi vagiti della pura dominazione borghese in Italia furono stentati e tragicomici, ma non per questo meno rivoluzionari e nefasti per il proletariato italiano. Essi presero la forma dei governi Berlusconi (e la reazione costituita dai governi Prodi).

Siamo negli anni ’90 e primi anni 2000, l’epoca delle privatizzazioni selvagge, della disoccupazione strutturale e dei lavoretti umilanti, del saccheggio delle risorse umane e materiali dell’Est Europa, della spartizione planetaria del bottino ad opera delle multinazionali e dei conglomerati finanziari globali. L’epoca del Capitalismo che raffigurava se stesso come il dominatore del Socialismo reale vinto e avvilito. Continua a leggere

Propaganda: i comunisti oltre i media borghesi

propNella battaglia contro la disinformazione veicolata dai media di massa, i comunisti non si occupano di svelare verità che élites cospiratrici nasconderebbero al popolo, di accreditare complotti sempre e comunque antitetici alla versione ufficiale del “potere”, di svegliare le coscienze. Questi sono paroloni per demagoghi e intellettuali dall’ego smisurato.

I comunisti cercano principalmente di illustrare a che punto le idee e i valori propagati dalle televisioni pubbliche e private, dai giornali nazionali e regionali, dai siti web, appartengono a una precisa classe sociale, la borghesia imperialista, e come ciò costituisca un formidabile apparato propagandistico funzionale unicamente ai suoi interessi immediati. Continua a leggere

Rifare il partito

stella-rossaVediamo ogni giorno come la borghesia, necessitata a manipolare lo Stato per i propri interessi, vive nell’esercizio quotidiano di un tipo di potere che indebolisce e corrompe le istituzioni e organizzazioni, in particolare quelle costituitesi nel Dopoguerra sulla vittoria contro i fascismi – come lo Stato sociale, i Sindacati, i Parlamenti, i partiti di massa (soprattutto quelli riconducibili alla tradizione comunista) – per poi ricattarle.

In Italia, tutto ciò è splendidamente illustrato dal blocco reazionario coagulato intorno agli interessi della grande borghesia industriale e finanziaria, la quale mobilita notabili e piccoli proprietari a tutti i livelli, attraverso la propaganda di massa a reti unificate, con l’avallo delle gerarchie politiche ecclesiastiche.

Ad oggi, questa ristretta ma potentissima classe di sfruttatori non trova in Italia – come nei Paesi a capitalismo avanzato d’Europa e d’America del Nord – nessun serio antagonista, tra una sinistra social-movimentista appassionata di scontri sociali che si esauriscono al di fuori delle stanze del potere, e una sinistra borghese idealista che si occupa astrattamente di diritti nei salotti mediatici e nelle aule universitarie. Continua a leggere

Elezioni e socialismo

fronteUna questione di capitale importanza per la condotta politica del movimento operaio risiede nella risposta alla domanda: è possibile realizzare il potere operaio, ossia instaurare il socialismo, attraverso le elezioni dei sistemi parlamentari borghesi ?

In tempi “normali”, le difficoltà e le barriere erette dal sistema capitalista impediscono una partecipazione alla vita politica che sia realmente in grado incidere sulla struttura della società. Nonostante questo, le forze operaie e comuniste sono spesso riuscite a vincere le elezioni e/o mettere in seria difficoltà i partiti borghesi da un punto di vista elettorale. Continua a leggere

Prendi il partito e scappa

renzimarchUno degli effetti più nefasti della caduta del Muro di Berlino, è sicuramente quello di averci consegnato una classe dirigente del calibro di Renzi al potere. Quel Renzi che sta realizzando oggi tutto ciò che Berlusconi non è stato in grado di portare a termine, per ragioni oggettive, come la resistenza di una parte del Capitalismo italiano contro il suo operato, e quella di elementi di sinistra ancora presenti in Parlamento all’epoca, ma scomparsi dalla creazione del PD in poi. Continua a leggere