1917: i bolscevichi prendono il potere

ottobre

Ci sono storici borghesi che sono stati in grado di studiare la Rivoluzione d’Ottobre senza troppi preconcetti (a parte la genuflessione acritica e di rito all’antistalinismo, liturgia praticamente obbligata per chiunque voglia contare qualcosa nel mondo accademico e ricevere finanziamenti in Occidente) e in maniera documentata e profonda.

Alexander Rabinowitch è uno di questi. Nella sua opera The Bolsheviks Come To Power: The Revolution of 1917 in Petrograd (I bolscevichi al potere: La rivoluzione del 1917 a Pietrogrado) egli descrive in dettaglio le fasi che, a partire dalla rivoluzione del febbraio 1917, portarono all’affermazione e alla vittoria dei bolscevichi nell’Ottobre dello stesso anno. E smonta completamente la diceria borghese – spacciata ancor oggi per verità storica dai rispettabili accademici e giornalisti nostrani, in particolore dalla caduta dell’URSS – della Rivoluzione come Colpo di Stato riuscito da parte di una “setta di fanatici sconosciuti alle masse”. Continua a leggere

Il socialismo tradito: le cause della caduta dell’URSS*

socialismot-radito-3Il dibattito sulle cause della caduta dell’URSS è ampio e variegato. La corretta comprensione di un evento di tale portata aiuta senz’altro lo sviluppo del movimento operaio odierno, lasciato orfano da un riferimento ideale e materiale così importante quale fu il primo Stato operaio della storia.

Lasciando da parte il liquidazionismo di chi vede nell’URSS “l’impero del male” e “un regime totalitario” (parole senza senso, riflesso della criminalizzazione borghese dell’esperienza sovietica, che gran parte della sinistra riformista e radicale propaga a piene mani), e le analisi senza costrutto degli economisti borghesi che si limitano a ripetere la tautologia del “comunismo crollato perché l’economia comunista non può funzionare” (spacciando così i loro pregiudizi di classe per scienza) – è opportuno avanzare critiche precise sugli eventi che hanno contribuito a sconvolgere il mondo. Continua a leggere

Il 18 Marzo della Comune: l’alba della Rivoluzione proletaria

comunediparigi5Il 18 marzo 1871 il proletariato parigino si sollevò contro il Governo degli industriali, dei banchieri e dei proprietari terrieri francesi guidato da Adolphe Thiers e proclamò la Comune: la prima Rivoluzione dai connotati socialisti, la prima forma di potere proletario apparsa sul suolo europeo nella storia. Come ogni inizio di un nuovo ordine, la Comune fu confrontata a difficoltà di ogni tipo, aggravate dall’inesperienza governativa dei delegati comunali; tuttavia cercò nella breve durata della sua esistenza di concretizzare le aspirazioni di progresso sociale care al proletariato francese, e al movimento operaio europeo ancora scottato dal fallimento delle insurrezioni del 1848.

Contesto storico

Quando Parigi insorse, il 18 marzo, la Francia è una neonata Repubblica, fondata pochi mesi prima – il 4 settembre 1870 – sulle ceneri del secondo Impero di Napoleone III, dissoltosi a Sédan sotto i colpi dell’esercito prussiano di Bismarck. l’Imperatore è fuggito, e i vecchi arnesi dell’opposizione repubblicana – Adolphe Thiers, il Generale Trochu, Jules Favre, Jules Ferry, Léon Gambetta – avevano approfittato del vuoto di potere per proclamare la Repubblica e il Governo di Difesa nazionale di Settembre. Continua a leggere

Contro la NATO

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Tecnicamente, la NATO oggi non ha ragione di esistere. Per questo è obbligata a inventarsi un nemico al giorno, in modo da giustificare le mire egemoniche dei suoi finanziatori. L’ultima dichiarazione del Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg, social-democratico norvegese, secondo le quali la Russia sta destabilizzando l’ordine della sicurezza europea (1) va in questa direzione, applica cioè la linea precostituita dell’identificazione di un nemico a qualunque costo.

Cosa succede in realtà su questo “fronte orientale”, se non che il governo filo NATO di Kiev aggredisce da due anni le regioni del Donbass, in seguito a un Colpo di Stato che nel 2014 mise al potere l’estrema destra, e si serve di battaglioni nazisti – integrati al Ministero dell’Interno e finanziati dai magnati ucraini – per far regnare il nuovo ordine? Continua a leggere

Germania 1919: la Rivoluzione dimenticata*

ddr71021Il 15 gennaio 1919 Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, dirigenti comunisti rivoluzionari tedeschi, furono assassinati a Berlino dalle milizie Freikorps, le bande armate al servizio degli industriali e dalla polizia, in una caserma di periferia. Giustiziati barbaramente senza processo.

Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht erano all’epoca membri del Partito socialdemocratico tedesco, ma il loro marxismo era da tempo in contrasto con quello professato dalla direzione del Partito. Essi avevano creato una corrente più conseguente – oggi diremmo marxista-leninista – chiamata Lega di Spartaco, che vedeva nella Germania devastata dalla guerra e dalla crisi economica un terreno fertile per la Rivoluzione.

Il loro assassinio fu il frutto di molteplici fattori. Tutto iniziò nell’ottobre 1918, quando le masse lavoratrici tedesche si sollevarono: la Rivoluzione, sull’esempio dell’Ottobre russo, sembrava possibile. E in una certa misura si realizzò. I consigli operai presero il potere a partire da novembre 1918 in diverse città dell’impero, l’insurrezione si generalizzò. Delegati di diversi partiti e movimenti di sinistra entrarono nei consigli; gli stessi dirigenti socialdemocratici – non certo entusiasti rispetto agli eventi rivoluziari, ma opportunisticamente obbligati a seguire le masse in rivolta, che costituivano il loro bacino elettorale – furono votati dagli operai, insieme alle forze radicali, anarchiche e comuniste, nei nuovi organi di autogoverno rivoluzionario, alla stregua dei Soviet russi. Continua a leggere

Con le spalle al Muro

imagesA 25 anni dalla restaurazione del capitalismo, simbolizzata dalla caduta del Muro di Berlino, i paesi dell’Europa dell’Est si ritrovano impantanati in una grave spirale di deindustrializzazione, disoccupazione, crisi economica, crollo demografico, emigrazione di massa, guerre civili, crollo dell’aspettativa di vita. Tutti segnali chiari, almeno per chi vuol vederli, del terribile declino cui sono state condannate queste società.

Solo un pugno di ricchi sta approfittando della situazione: in effetti, dal loro punto di vista, la vita è bella. Per tutti gli altri invece il crollo delle condizioni di vita è stato così drammatico che ogni sorta di xenophobia, razzismo, violenza, nazionalismo sta proliferando sul terreno del malessere sociale imperante. Continua a leggere

Una storia coreana

je-suis-communiste-couvSpesso una storia personale aiuta meglio di ogni altra cosa a comprendere le vicende di un Paese, soprattutto quando esse sono coperte di menzogne da decenni, come avviene per la Corea contemporanea.

La storia che riportiamo di seguito è esemplare. Prigioniero politico in Corea del Sud (sì, avete letto bene, nel Sud, non nel Nord come vuole la vulgata), Hur Young-chul ha passato gran parte della sua vita nelle galere Sud-coreane a causa della sua lotta per l’indipendenza della Corea e per il Socialismo. Continua a leggere

Memoria a orologeria

2Oct1993Moscow260Quel che accadde a Mosca tra il 2 e il 4 ottobre del 1993 è senza dubbio uno degli eventi più tragici e dimenticati della storia contemporanea. In quei giorni le forze armate, su ordine di Boris Eltsin, bombardarono la Duma, ovvero il Parlamento russo, colpevole di essersi opposto alle manovre illegali e incostituzionali del governo da lui presieduto.

I parlamentari – interpreti del profondo malcontento popolare nei confronti della situazione in cui versava la Russia post-sovietica – avevano infatti osato opporre resistenza ai piani di scioglimento della Duma decretati da Eltsin. Per tutta risposta, essi vennero dapprima accerchiati dai militari, e infine bombardati da parte di unità dell’esercito a lui fedeli. Continua a leggere

Controstoria del terrorismo islamico

reaganmeetstalibanwhitehouseIl terrorismo islamista, per come lo conosciamo oggi, è senza dubbio un prodotto della politica estera delle nostre classi dirigenti: un’arma nata originariamente in funzione anti-comunista.

Tutto ebbe inizio in Afganistan nel 1978 quando le forze rivoluzionarie guidate dal Partito Democratico Popolare di ispirazione marxista-leninista presero il potere. Il nuovo governo rivoluzionario iniziò a modernizzare e liberare l’Afganistan dall’oppressione feudale promuovendo l’industria, introducendo la scuola e sanità pubblica, vietando i matrimoni forzati, mettendo un limite di età per il matrimonio, praticando campagne di vaccinazione: costruendo insomma una Repubblica laica multiconfessionale, libera dai pregiudizi secolari della più retriva tradizione tribale. Continua a leggere

11/09 : Allende vive

250px-Stamp_Salvador_AllendeL’11 settembre rappresenta per tutti i comunisti, gli internazionalisti e i democratici un anniversario doloroso. Il giorno in cui, nel 1973, le forze reazionarie cilene e internazionali spinsero Salvador Allende – fondatore del Partito Socialista e Presidente regolarmente eletto del Cile – al suicidio all’interno del Palazzo presidenziale, soffocando nel sangue le spinte socialiste della democrazia cilena.

Quel che accadde può essere riassunto così: la borghesia cilena – ovvero i ricchi commercianti e gli industriali dei quartieri bene di Santiago, in combutta con l’ambasciata USA, la CIA e gli ambienti d’affari internazionali – scontenta del risultato elettorale che aveva premiato la sinistra marxista, orchestrò il colpo di Stato che piazzò al potere la giunta militare guidata dal generale Pinochet. Continua a leggere