I PRINCIPI E L’IDENTITA’ DELLA PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP OVVERO IL FRONTE UNITO DELLA SINISTRA DI CLASSE

LA VIA DEL SOCIALISMO

I PRINCIPI E L’IDENTITA’ DELLA PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP OVVERO IL FRONTE UNITO DELLA SINISTRA DI CLASSE

di Marco Quagliaroli

I visitatori di questo sito ricorderanno che già nei mesi scorsi abbiamo analizzato le dinamiche politiche e ideologiche afferenti alla questione sindacale e alla costituzione di un fronte unito della sinistra.
Ritorniamo sull’argomento poichè la situazione si sta evolvendo in modo tale da presentare elementi di grande interesse che riteniamo utile far conoscere ed approfondire.
Questa sommaria analisi di fase si incardina su quattro date chiave:
26 giugno 2016 – assemblea costituente del PCI
4 dicembre 2016 – vittoria del NO nel referendum costituzionale
11 giugno 2017 – secondo congresso dell’USB
1 luglio 2017 – assemblea costituente della Piattaforma Sociale Eurostop
Questi eventi devono essere compresi nella loro grande rilevanza politica.
Il PCI è il partito che vuole rendere protagonista il proletariato italiano nella lotta di classe contro le forze dello sfruttamento…

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Apparato mediatico, egemonia e contro-egemonia [parte seconda]

amediawarParte seconda. Compito politico arduo ma fondamentale, che i comunisti sono chiamati a svolgere ancor prima della presa del potere: inserirsi nella sfera ideologica del nemico di classe e cercare di ampliare lo spettro di influenza sociale del punto di vista dei lavoratori, i quali sono la maggioranza, ma il cui discorso organico è inaudibile e ultraminoritario. All’inizio sarà “solo” contropropaganda (cercare di contrastare il flusso di disinformazione cosciente costruito dagli apparati mediatici della borghesia), così come al livello economico sarà “solo” agitazione sindacale (cercare di contrastare il flusso di decreti anti operai e attacchi alle conquiste economico sociali), per poi svilupparsi in qualcosa di più coerente e unitario, in grado di esercitare capacità d’attrazione su larghi strati sociali, e costruire il consenso intorno alla prospettiva socialista.   Continua a leggere

Apparato mediatico, egemonia e contro-egemonia

amediawarParte prima. Una caratteristica saliente della nostra epoca è senza dubbio la completa inattendibilità dell’informazione, in particolare nel campo della politica estera e della guerra, dell’economia e del lavoro, del ruolo dello Stato. Ovvero, laddove si collocano gli interessi prevalenti della borghesia imperialista, quella classe sociale che domina e dirige i paesi capitalisti più avanzati, riuniti nel blocco imperialista collettivamente operante sotto la guida egemonica della superpotenza USA. Il ribaltamento della realtà è una costante, facilmente intuibile appena si scavi la superficie dell’informazione di massa. Tuttavia, la pervasività e l’ossessività della propaganda crea una coltre e una nebbia difficile da diradare. Continua a leggere

Il liberismo: dottrina fondamentale del capitalismo

liberismo.jpgCiclicamente l’agenda liberista si riprone con più o meno vigore nel discorso pubblico delle società moderne. Presente sempre sottotraccia anche nei momenti di minore fortuna della storia del capitalismo, essa è oggi senza dubbio divenuta tendenza prevalente all’interno dello spettro politico-economico borghese, in concorrenza col protezionismo pronato dagli strati piccolo-borghesi legati al capitale industrial-nazionale contro le tendenze più cosmopolite del capitale acquisite, appunto, al liberismo. Predominante, esso ha comunque definitivamente rimpiazzato l’egemonia socialdemocratica che per lungo tempo ha costituito l’alleanza politica dell’epoca imperialista.  Continua a leggere

Francia 2017: tra reazione e nuova sinistra popolare

Partito Comunista Italiano - Marche

di Alberto Ferretti, Federazione provinciale di Fermo

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Il risultato del secondo turno delle presidenziali francesi ci ha consegnato una situazione politica riassumibile così: una larga vittoria della destra borghese del mondo degli affari sulla destra piccolo-borghese identitaria e localista.

La prima è rappresentata da Emmanuel Macron, referente dei gruppi sociali dominanti legati al grande capitale bancario (in subordine alla destra tradizionale repubblicana che a causa delle disavventure del candidato Fillon s’è trovata spiazzata e di poco esclusa dalla corsa); la seconda da Marine Le Pen, ereditiera di successo alla guida dei nostalgici del regime di Vichy riconvertitisi in difensori della piccola produzione, del commercio di provincia, della Francia rurale, da sempre reazionaria e fragilizzata dalla globalizzazione finanziaria.

Marine Le Pen ha cavalcato opportunisticamente il malessere sociale, cercando di dargli un’impronta razzista in linea con le ossessioni identitarie del vecchio Front National, sperando di prevalere grazie al voto contestatario. Presentandosi come « forza…

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L’antimperialismo necessario e le lotte di classe

amin 3Proponiamo di seguito un passaggio del libro La loi de la valeur mondialisée (Le temps de cerise – édition Delga, Paris, 2013) del grande economista marxista franco-egiziano Samir Amin – che vive a Dakar dove dirige il “Forum del Terzo Mondo” – sulle lotte di classe ai tempi dell’imperialismo. L’autore sviluppa nello studio un’analisi del modo di produzione capitalistico e della legge del valore di Marx estesa su scala mondiale (cosa che lo stesso Marx, per ragioni inerenti allo stadio di sviluppo del capitalismo mercantilista ed eurocentrico della sua epoca, fu impossibilitato a fare); delle relazioni di sfruttamento che tale espansione genera tra centri e periferie; e della natura delle lotte e dei conflitti che oppongono classi, Stati e nazioni nel quadro della polarizzazione estrema tra centri sfruttatori ad alta operatività finanziaria e monopolistica, e periferie sfruttate, che si sviluppano su traiettorie spesso ancora precapitalistiche, a capitalismo non maturo, o parzialmente socialista. Continua a leggere

Il reddito di cittadinanza: una falsa buona idea

iincome.pngSi sente parlare sempre più spesso, sui media e negli ambienti politici che contano, del Reddito di base, o Reddito di cittadinanza. Una nuova e avveniristica soluzione per palliare all’impoverimento di massa cui il capitalismo, oggettivamente, sta sottoponendo i lavoratori e le classi popolari, in particolare a partire dalla grande crisi sistemica del 2008.

Negli ultimi tempi la Finlandia, guidata da un esecutivo di destra liberista, ha iniziato a sperimentare il dispositivo; in Francia, il candidato socialista alla presidenziali Benoit Hamon ne ha fatto un cavallo di battaglia della campagna elettorale; in Febbraio il Parlamento Europeo ha proposto una mozione al riguardo (bocciata); e in Svizzera, la sua introduzione è stato oggetto di referendum popolare. Continua a leggere

Il PTB: il successo dei marxisti del Belgio

ptbMentre tra i comunisti europei è ben conosciuto il radicamento e la forza di partiti come quello portoghese, greco, spagnolo, cipriota, esiste un partito finora passato in secondo piano benché sia protagonista di battaglie fondamentali per tutti gli europei, in quanto esse si svolgono al centro dell’impero: stiamo parlando del PTB (Parti du Travail de Belgique – Partito del Lavoro del Belgio).

In controtendenza rispetto al declino evidente dei partiti comunisti in alcune zone dell’UE, il PTB è ormai accreditato, in Vallonia, del 18 % delle intenzioni di voto. E al livello nazionale gli ultimi sondaggi confermano tale successo, attestando il partito intorno al 17%. Una straordinaria progressione dal, pur ottimo, 5% delle ultime elezioni. Continua a leggere

2017: per una riscossa operaia in Italia

lavoroA due anni ormai dall’entrata in vigore del Jobs Act la situazione lavorativa non smette di degradarsi. E non è una questione che tocca i soli operai italiani. Mentre la legge ha banalizzato l’arbitrio padronale, facendo danni tra le classi popolari italiane, misure equivalenti sono state introdotte nel frattempo in Francia e in Belgio (la Loi Travail e la Loi Peters), al fine di imporre gli stessi standard al ribasso alle classi lavoratrici dei rispettivi Paesi.

In 2 anni, circa 50 milioni di lavoratori del continente sono stati così toccati da provvedimenti diretti a intaccare le più basilari condizioni di esistenza; una gigantesca escalation bellica operata dalle classi dominanti, caratterizzata da un’omogeneità che illustra come i legislatori intendano imporre un’agenda sfacciatamente anti-operaia col pretesto della crisi, e altresì indicativa del piano transnazionale su cui il Capitale europeo agisce. Continua a leggere

Le libertà ai tempi del capitalismo imperialista

fakenewsPochi giorni fa, in vista della cerimonia d’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, uno dei più importanti media imperialisti, Facebook, è stato incaricato di bloccare una televisione scomoda, Russia Today, in modo da evitare che coprisse l’evento sul social. L’emittente è stata bannata, questo il termine tecnico, ovvero impossibilitata ad aggiornare la propria pagina, con conseguente blocco del live streaming.

Questa decisione arriva al culmine di un’isterica campagna anti-russa intrapresa dai circoli reazionari americani ed estesasi su tutto il “mondo libero”, ossia l’asse imperialista USA /UE, da alcuni mesi a questa parte. Lanciata sulla scia delle difficoltà americane a spezzare la resistenza siriana ad Aleppo e delle relative difficoltà elettorali del clan Clinton – il più sensibile dei club politici ai desiderata del Capitale finanziario dominante -, l’effetto immediato di tale campagna si è ripercosso rapidamente sull’altro polo imperialista al di là dell’Atlantico. Quell’organo altrimenti inutile chiamato Parlamento Europeo ha proposto nel novembre 2016 una risoluzione – fondata sulla paranoia, intrisa di maccartismo e linguaggio da caccia alle streghe -, contro “le notizie false e la propaganda russa”, che manipolerebbero i risultati delle nostre elezioni facendo leva sulla credulità del popolaccio ignorante (!). Continua a leggere