La Nuova Via della Seta, un diverso modello dei rapporti internazionali

DENGProponiamo l’intervento di Giorgio Raccichini (Segretario PCI della Federazione di Fermo) al convegno « La nuova Cina: a 40 anni dalle riforme di Deng Xiaoping », tenutosi a Pesaro il 19 maggio.

Partito Comunista Italiano Fermo

La “Nuova Via della Seta” proposta da Pechino non è semplicemente un progetto economico. È molto di più: è la proposta di un nuovo modello dei rapporti internazionali basato sulla cooperazione economica, tecnologica, scientifica e culturale e non più su logiche aggressive e di potenza militare.

Gli Stati Uniti, dopo la fine della Guerra Fredda, hanno tentato di svolgere un vero e proprio ruolo imperiale, cioè di controllo politico e militare di tutte quelle aree del pianeta che fossero ritenute economicamente e strategicamente importanti. Si sono inoltre arrogati il diritto di rovesciare tramite guerre coperte o aperte, utilizzando anche falsi pretesti, tutti quei regimi che fossero ritenuti un ostacolo al perseguimento dei loro interessi. L’ordine mondiale post-89 avrebbe dovuto essere fortemente gerarchico: al vertice gli Stati Uniti, seguiti poi dai loro alleati storici, per finire con la schiera di Stati da controllare attraverso regimi “amici”, all’occorrenza da imporre con l’utilizzo…

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Risoluzione di «Revisione dello Statuto del Partito Comunista Cinese» del XIX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese

Diritto Cinese

Il XIX congresso nazionale del Partito comunista cinese si è concluso. Con la risoluzione di «Revisione dello Statuto del Partito Comunista Cinese», il pensiero socialista con caratteristiche cinesi di nuova generazione di Xi Jinping è divenuto parte dello statuto del partito.

Com’è cambiato lo statuto del Partito? I cambiamenti sono tutti conseguenza del sostegno e dello sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi.

Entrano nello statuto citazioni relative a:

  1. Il pensiero socialista con caratteristiche cinesi di nuova generazione di Xi Jinping;
  2. “Quattro Autostime”;
  3. “Sogno Cinese”;
  4. L’importante decisione politica sul cambiamento delle maggiori contraddizioni della società cinese;
  5. I “Cinque Concetti di Sviluppo” e le “Quattro Comprensività”;
  6. La nuova esperienza nel governo del paese dal XVIII congresso nazionale del Partito comunista cinese;
  7. Il concetto di una forte armata, una comunità per il destino del genere umano, “Una cintura una via” (the Belt and Road Initiative);
  8. Il bisogno di nuova generazione di auto-controllo e…

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A colloquio con i ricercatori marxisti della Chinese Academy of Social Sciences (CASS) — Falcerossa – Comuniste e comunisti

http://www.marx21.it di Francesco Maringiò Attraverso tre interviste a dirigenti ed intellettuali della CASS emergono i nodi nevralgici del confronto con la dimensione intellettuale e politica cinese. Questi punti non solo ci permettono di decodificare meglio quel mondo e farcelo conoscere più a fondo, ma aiutano a far affiorare alla mente importanti domande e spunti di […]

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Lineamenti di suprematismo occidentale dal gruppo Espresso

unnamedPer chiunque fosse alla ricerca di un autentico concentrato di ideologia suprematista, nella sua versione più moderna, raffinata e insidiosa, è possibile trovarlo in un editoriale di Federico Rampini – giornalista di punta del gruppo Espresso, corrispondente da New York e autore di molti libri – nell’inserto D di Repubblica del 19/08/2017.

Il gruppo Epresso è come noto una vera e propria centrale egemonica della classe dirigente nazionale. In quanto elaborazione destinata al grande pubblico di una delle sue voci più autorevoli, ci permettiamo dunque di prendere sul serio tale articolo: esso è sintomatico della capillarità e della diffusione di un complesso di superiorità che l’egemonia liberale e imperialista ha radicato in tutti gli strati sociali delle società occidentali. Continua a leggere

Il liberismo: dottrina fondamentale del capitalismo

liberismo.jpgCiclicamente l’agenda liberista si riprone con più o meno vigore nel discorso pubblico delle società moderne. Presente sempre sottotraccia anche nei momenti di minore fortuna della storia del capitalismo, essa è oggi senza dubbio divenuta tendenza prevalente all’interno dello spettro politico-economico borghese, in concorrenza col protezionismo pronato dagli strati piccolo-borghesi legati al capitale industrial-nazionale contro le tendenze più cosmopolite del capitale acquisite, appunto, al liberismo. Predominante, esso ha comunque definitivamente rimpiazzato l’egemonia socialdemocratica che per lungo tempo ha costituito l’alleanza politica dell’epoca imperialista.  Continua a leggere

Il socialismo tradito: le cause della caduta dell’URSS*

socialismot-radito-3Il dibattito sulle cause della caduta dell’URSS è ampio e variegato. La corretta comprensione di un evento di tale portata aiuta senz’altro lo sviluppo del movimento operaio odierno, lasciato orfano da un riferimento ideale e materiale così importante quale fu il primo Stato operaio della storia.

Lasciando da parte il liquidazionismo di chi vede nell’URSS “l’impero del male” e “un regime totalitario” (parole senza senso, riflesso della criminalizzazione borghese dell’esperienza sovietica, che gran parte della sinistra riformista e radicale propaga a piene mani), e le analisi senza costrutto degli economisti borghesi che si limitano a ripetere la tautologia del “comunismo crollato perché l’economia comunista non può funzionare” (spacciando così i loro pregiudizi di classe per scienza) – è opportuno avanzare critiche precise sugli eventi che hanno contribuito a sconvolgere il mondo. Continua a leggere

Impressioni dalla Cina popolare

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Viaggiare nella Repubblica Popolare Cinese oggi è un’esperienza sorprendente. Al livello di sviluppo, i progressi sono a tal punto tangibili e inattesi – soprattutto agli occhi del viaggiatore occidentale, nutrito dai luoghi comuni della stampa assuefatta all’anticomunismo e al complesso di superiorità eurocentrico – da lasciare in un primo momento interdetti. La differenza tra la cupa propaganda sulla Cina immaginaria, veicolata dai media e dai governi, e la realtà sul posto colpisce in maniera flagrante.

I pregiudizi svaporano via via che si percorrono le città, dove il viaggiatore trova condizioni di vita elevate, con servizi e strutture anni luce più avanzate rispetto a quelle europee, e un livello di organizzazione indubbiamente superiore. Lo si vede dappertutto, nelle strade, nelle stazioni, nella gestione urbana, negli aeroporti. L’inesistenza di criminalità e violenza urbana – dovuta all’assenza quasi totale di mendicanti e gente lasciata per strada – è inoltre il corollario socialista di questo sviluppo ordinato. Continua a leggere

Contro la NATO

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Tecnicamente, la NATO oggi non ha ragione di esistere. Per questo è obbligata a inventarsi un nemico al giorno, in modo da giustificare le mire egemoniche dei suoi finanziatori. L’ultima dichiarazione del Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg, social-democratico norvegese, secondo le quali la Russia sta destabilizzando l’ordine della sicurezza europea (1) va in questa direzione, applica cioè la linea precostituita dell’identificazione di un nemico a qualunque costo.

Cosa succede in realtà su questo “fronte orientale”, se non che il governo filo NATO di Kiev aggredisce da due anni le regioni del Donbass, in seguito a un Colpo di Stato che nel 2014 mise al potere l’estrema destra, e si serve di battaglioni nazisti – integrati al Ministero dell’Interno e finanziati dai magnati ucraini – per far regnare il nuovo ordine? Continua a leggere

Tre tesi sulla Palestina

strategy-libpal-copy I recenti crimini dell’imperialismo USA/NATO in Siria e in Ucraina – dove i nostri governi appoggiano fascisti e islamisti al fine di sottomettere nazioni indipendenti – rischiano di far passare in secondo piano, come un triste ma trascurabile rumore di fondo, la madre di tutti i crimini capitalistici contemporanei: l’oppressione del popolo palestinese da parte dello Stato israeliano.

Questa oppressione si protrae dal 1948 quando Ben Gourion fondò lo Stato ebraico in Palestina ed espulse dalle loro terre le popolazioni arabe residenti – evento qualificato come “Nakba” (catastrofe) dai Palestinesi, e come “Guerra d’Indipendenza” dagli israeliani. All’epoca, le nazioni occidentali, sentendosi a giusto titolo colpevoli per l’Olocausto, frutto dell’antisemitismo istituzionale dell’Europa borghese, si sentirono in dovere di “dare una casa agli ebrei” e lasciarono i sionisti, cioè la fazione politica liberal-nazionalista della diaspora ebraica, praticare l’occupazione selvaggia di quelle terre.

All’abominevole crimine dell’Olocausto i Paesi capitalisti tentarono di rimediare così con un altrettanto orribile crimine, e a fare le spese della follia nazifascista europea furono in ultima istanza le popolazioni del Medio Oriente che non avevano niente a che fare coi nostri misfatti antisemiti. Continua a leggere

Cina Popolare/Unione Europea: l’insostenibile paragone

cinaPer valutare concretamente gli effetti devastanti del Capitalismo in Europa, in questa fase di austerità e l’oppressione anti-operaia che media e ceto politico cercano di occultare come un assassino nasconde il cadavere, basta fare il paragone tra la depressione salariale che affligge il continente e l’espansione salariale che caratterizza la Cina socialista.

Una piccola premessa: certo, fare un paragone del genere sembra triviale, soprattutto per le nostre classi dominanti e il nostro ceto intellettuale intriso di superiorità; troppo elevato per mettersi in competizione coi paesi “in via di sviluppo”, che ancora si dibattono in volgari questioni materiali mentre noi saremmo già nella sfera raffinatissima dei diritti civili e della vertigine culturale dell’astratto.

Eppure uno sguardo attento ai dati ci rivela una realtà che fa fatica ad emergere nell’opinione pubblica: una buona parte dei lavoratori cinesi guadagna ormai in media all’incirca quanto gli operai europei di Grecia, Portogallo, Spagna e Sud Italia, e più di quelli dell’Est Europa “liberato” ormai 25 anni fa dal comunismo. Continua a leggere