Il liberismo: dottrina fondamentale del capitalismo

liberismo.jpgCiclicamente l’agenda liberista si riprone con più o meno vigore nel discorso pubblico delle società moderne. Presente sempre sottotraccia anche nei momenti di minore fortuna della storia del capitalismo, essa è oggi senza dubbio divenuta tendenza prevalente all’interno dello spettro politico-economico borghese, in concorrenza col protezionismo pronato dagli strati piccolo-borghesi legati al capitale industrial-nazionale contro le tendenze più cosmopolite del capitale acquisite, appunto, al liberismo. Predominante, esso ha comunque definitivamente rimpiazzato l’egemonia socialdemocratica che per lungo tempo ha costituito l’alleanza politica dell’epoca imperialista.  Continua a leggere

Il socialismo tradito: le cause della caduta dell’URSS*

socialismot-radito-3Il dibattito sulle cause della caduta dell’URSS è ampio e variegato. La corretta comprensione di un evento di tale portata aiuta senz’altro lo sviluppo del movimento operaio odierno, lasciato orfano da un riferimento ideale e materiale così importante quale fu il primo Stato operaio della storia.

Lasciando da parte il liquidazionismo di chi vede nell’URSS “l’impero del male” e “un regime totalitario” (parole senza senso, riflesso della criminalizzazione borghese dell’esperienza sovietica, che gran parte della sinistra riformista e radicale propaga a piene mani), e le analisi senza costrutto degli economisti borghesi che si limitano a ripetere la tautologia del “comunismo crollato perché l’economia comunista non può funzionare” (spacciando così i loro pregiudizi di classe per scienza) – è opportuno avanzare critiche precise sugli eventi che hanno contribuito a sconvolgere il mondo. Continua a leggere

Impressioni dalla Cina popolare

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Viaggiare nella Repubblica Popolare Cinese oggi è un’esperienza sorprendente. Al livello di sviluppo, i progressi sono a tal punto tangibili e inattesi – soprattutto agli occhi del viaggiatore occidentale, nutrito dai luoghi comuni della stampa assuefatta all’anticomunismo e al complesso di superiorità eurocentrico – da lasciare in un primo momento interdetti. La differenza tra la cupa propaganda sulla Cina immaginaria, veicolata dai media e dai governi, e la realtà sul posto colpisce in maniera flagrante.

I pregiudizi svaporano via via che si percorrono le città, dove il viaggiatore trova condizioni di vita elevate, con servizi e strutture anni luce più avanzate rispetto a quelle europee, e un livello di organizzazione indubbiamente superiore. Lo si vede dappertutto, nelle strade, nelle stazioni, nella gestione urbana, negli aeroporti. L’inesistenza di criminalità e violenza urbana – dovuta all’assenza quasi totale di mendicanti e gente lasciata per strada – è inoltre il corollario socialista di questo sviluppo ordinato. Continua a leggere

Contro la NATO

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Tecnicamente, la NATO oggi non ha ragione di esistere. Per questo è obbligata a inventarsi un nemico al giorno, in modo da giustificare le mire egemoniche dei suoi finanziatori. L’ultima dichiarazione del Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg, social-democratico norvegese, secondo le quali la Russia sta destabilizzando l’ordine della sicurezza europea (1) va in questa direzione, applica cioè la linea precostituita dell’identificazione di un nemico a qualunque costo.

Cosa succede in realtà su questo “fronte orientale”, se non che il governo filo NATO di Kiev aggredisce da due anni le regioni del Donbass, in seguito a un Colpo di Stato che nel 2014 mise al potere l’estrema destra, e si serve di battaglioni nazisti – integrati al Ministero dell’Interno e finanziati dai magnati ucraini – per far regnare il nuovo ordine? Continua a leggere

Tre tesi sulla Palestina

strategy-libpal-copy I recenti crimini dell’imperialismo USA/NATO in Siria e in Ucraina – dove i nostri governi appoggiano fascisti e islamisti al fine di sottomettere nazioni indipendenti – rischiano di far passare in secondo piano, come un triste ma trascurabile rumore di fondo, la madre di tutti i crimini capitalistici contemporanei: l’oppressione del popolo palestinese da parte dello Stato israeliano.

Questa oppressione si protrae dal 1948 quando Ben Gourion fondò lo Stato ebraico in Palestina ed espulse dalle loro terre le popolazioni arabe residenti – evento qualificato come “Nakba” (catastrofe) dai Palestinesi, e come “Guerra d’Indipendenza” dagli israeliani. All’epoca, le nazioni occidentali, sentendosi a giusto titolo colpevoli per l’Olocausto, frutto dell’antisemitismo istituzionale dell’Europa borghese, si sentirono in dovere di “dare una casa agli ebrei” e lasciarono i sionisti, cioè la fazione politica liberal-nazionalista della diaspora ebraica, praticare l’occupazione selvaggia di quelle terre.

All’abominevole crimine dell’Olocausto i Paesi capitalisti tentarono di rimediare così con un altrettanto orribile crimine, e a fare le spese della follia nazifascista europea furono in ultima istanza le popolazioni del Medio Oriente che non avevano niente a che fare coi nostri misfatti antisemiti. Continua a leggere

Cina Popolare/Unione Europea: l’insostenibile paragone

cinaPer valutare concretamente gli effetti devastanti del Capitalismo in Europa, in questa fase di austerità e l’oppressione anti-operaia che media e politici cercano di occultare come un assassino nasconde il cadavere, basta fare il paragone tra la depressione salariale che affligge il continente e l’espansione salariale che caratterizza la Cina socialista.

Una piccola premessa: certo, fare un paragone del genere sembra triviale, soprattutto per le nostre classi dominanti e il nostro ceto intellettuale intriso di superiorità; troppo elevato per mettersi in competizione coi paesi “in via di sviluppo”, che ancora si dibattono in volgari questioni materiali mentre noi saremmo già nella sfera raffinatissima dei diritti civili e della vertigine culturale dell’astratto.

Eppure uno sguardo attento ai dati ci rivela una realtà che fa fatica ad emergere nell’opinione pubblica: una buona parte dei lavoratori cinesi guadagna ormai in media all’incirca quanto gli operai europei di Grecia, Portogallo, Spagna e Sud Italia, e più di quelli dell’Est Europa “liberato” ormai 25 anni fa dal comunismo. Continua a leggere

Comunismo ed ecologia

imagesRiguardo la questione del cambiamento climatico, o per meglio dire della gestione dell’ambiente e delle risorse del pianeta, una cosa è chiara: i lavoratori e i paesi poveri saranno come sempre chiamati a pagare i danni di un inquinamento fuori controllo. I bisogni elementari sono minacciati: acqua, approvvisionamenti alimentari, un ambiente sano e vivibile, soprattuto nelle città dove la segregazione di classe è più accentuata. Insieme alle disuguaglianze sociali senza precedenti, l’attuale società è un incubo per i lavoratori e nulla lascia presagire un miglioramento. Continua a leggere

Le mani sul mondo: l’imperialismo dopo la grande recessione

the_fruit_of_the_imperialism_by_latuff2.jpgL’imperialismo di oggi è un sistema frammentato, che vede negli USA il perno, e nella Francia, Gran Bretagna, Israele e Germania gli attori semi-automoni seppur secondari di un eterogena coalizione occidentale. Essi convergono però verso gli stessi obiettivi: mantenere con ogni mezzo la supremazia occidentale a scapito sia delle regioni del mondo in via di sviluppo – tramite l’impiego della forza militare – sia delle regioni periferiche (ex ricche) all’interno del mondo ricco, come l’Europa del sud, usando l’arma economica dell’austerità.

Questo multi-imperialismo è l’imperialismo nell’epoca della frammentazione degli interessi, la somma di diversi imperialismi regionali, interconnessi e al contempo in competizione per ragioni economiche, supervisionati dall’imperialismo egemone USA. Alla sua forma disparata corrisponde una strategia decentralizzata, soprattutto perché non vi è più un fronte anti-imperialista unito intorno all’URSS, che rispondeva esso stesso al blocco imperialista concentrato nelle mani USA (in un momento in cui i vecchi imperi coloniali « classici » declinavano). Continua a leggere

Con le spalle al Muro

imagesA 25 anni dalla restaurazione del capitalismo, simbolizzata dalla caduta del Muro di Berlino, i paesi dell’Europa dell’Est si ritrovano impantanati in una grave spirale di deindustrializzazione, disoccupazione, crisi economica, crollo demografico, emigrazione di massa, guerre civili, crollo dell’aspettativa di vita. Tutti segnali chiari, almeno per chi vuol vederli, del terribile declino cui sono state condannate queste società.

Solo un pugno di ricchi sta approfittando della situazione: in effetti, dal loro punto di vista, la vita è bella. Per tutti gli altri invece il crollo delle condizioni di vita è stato così drammatico che ogni sorta di xenophobia, razzismo, violenza, nazionalismo sta proliferando sul terreno del malessere sociale imperante. Continua a leggere

Potere borghese e potere operaio

imagesLa teoria comunista dello Stato si è formata nel corso dell’esperienza storica del movimento operaio e si arricchisce mano a mano grazie alle vittorie (e alle sconfitte) rivoluzionarie. Alla luce delle opere dei fondatori del socialismo scientifico e degli Stati operai a partire dalla Rivoluzione del 1917, ci proponiamo qui di fare una sintesi sulla questione dello Stato, coscienti che la pretesa di esaurire un campo di analisi cosi vasto necessiterebbe un’esposizione ben più ampia, la quale esula dagli obiettivi di un semplice articolo divulgativo. Continua a leggere