Ricattabilità, egemonia sbirresca e potere alle questure

2018-06-15_15h35_44Sono tempi duri. E sono destinati a peggiorare: una settimana fa è stata licenziata la maestra che, durante un corteo torinese del febbraio scorso contro Casapound, insultò duramente i poliziotti. Un gesto prontamente immortalato e sbattuto in prima pagina dai media del capitale, amplificato a dismisura dalla politica in piena campagna elettorale, cui seguì una dura presa di posizione in diretta televisiva da parte del segretario del partito di governo cui prontamente la burocrazia scolastica ha prestato orecchio, fino all’odierno licenziamento.

Il messaggio immediato è chiaro: l’onorabilità, quindi il potere e la legittimità delle forze dell’ordine (borghese) è incontestabile. Le questure avranno mano libera con sempre crescente impunità, tesi confermata dalle recenti dichiarazioni del Ministro dell’Interno che si dichiara contrario al numero identificativo sui caschi dei poliziotti. Continua a leggere

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La situazione della classe operaia in Italia

art.81Tre lavoratori morti ammazzati in pochi giorni: un bracciante, vittima delle condizioni schiavistiche create dalla pressione della grande distribuzione sulla produzione agricola gestita da mafie e caporali in Puglia e Calabria; un operaio delle Acciaierie venete investito da una colata di acciaio fuso e un operaio schiacciato da un muletto in Piemonte. Nel frattempo, un operaio della Fiat, licenziato insieme ad altri cinque colleghi per aver protestato contro chi ristruttura le aziende sulla pelle dei lavoratori – nel caso specifico dopo il suidicio di una cassaintegrata – si cosparge di benzina a Napoli e tenta il gesto estremo.

Queste le condizioni estreme del proletariato in Italia (punta dell’iceberg di una più generale condizione di impotenza, bassi salari, precarietà e  disoccupazione indotta) dove il numero di morti sul lavoro è tra l’altro il più alto in Europa. Dove il blocco sociale costituito dalla grande, piccola e media borghesia – benché occasionalmente in lotta come lo è oggi tra dominanti e subardinati alla ricerca di nuova alleanza – è organicamente unito nello scaricare i costi della crisi sui subalterni. Continua a leggere

Potere al popolo: avanti sul serio!

via Potere al popolo: avanti sul serio!

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Condividiamo l’appello “Potere al popolo: avanti sul serio!“, come proposta in vista dell’assemblea nazionale del 26-27 maggio che si terrà a Napoli.

“Per la prima volta da moltissimi anni, un processo politico ha saputo riaggregare migliaia di compagni e compagne, motivare i lavoratori e le lavoratrici in lotta di tutto il Paese e coniugare insieme le realtà autorganizzate di lotta, di conflitto, di mutualismo e le organizzazioni di classe attive a livello nazionale, come i partiti comunisti, i sindacati di base, i Clash City Workers, l’ex-OPG e i soggetti promotori di Eurostop. Vediamo in Potere al popolo un processo di aggregazione delle forze comuniste e anticapitaliste con l’ambizione di avere uno spirito popolare. Continua a leggere

Macron, la Siria, le nostre lotte sociali

marseilleL’allarme di Macron a Strasburgo: “Sta emergendo una guerra civile europea”

Questo il titolo che ha fatto il giro degli organi di disinformazione e manipolazione di massa delle coscienze, anche detti media, ieri.

In realtà, Macron ha grossi problemi in casa: un movimento dei lavoratori forte e determinato che sta bloccando il paese con scioperi veri, lotte che si uniscono e trovano rappresentanza politica di sinistra intorno alla France Insoumise, un movimento complessivo che si è anche ben posizionato per vincere la battaglia dell’opinione. Continua a leggere

Che fare (di e con Potere al popolo)

Potere-al-popoloPremessa su alcune stucchevoli polemiche in corso: voler ricostruire un blocco sociale alternativo al livello nazionale a partire dall’omogeneità purista sulle questioni internazionali è semplicemente assurdo. Sono oggettivamente le questioni più lontane e di più difficile comprensione per le masse costituite dalle classi subalterne alle prese con immediati problemi materiali. Il loro grado di coscienza e anche quello delle forze politiche che intendono rappresentarle va preso per quel che è: arretrato poiché profondamente manipolato dalla propaganda e dalla retorica diritto-umanista atlantica onnipresente in quest’epoca di restaurazione e ricolonizzazione, elaborata da una classe borghese coesa e consapevole, e veicolata dai loro media di massa in maniera pervasiva. Continua a leggere

Risoluzione di «Revisione dello Statuto del Partito Comunista Cinese» del XIX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese

Diritto Cinese

Il XIX congresso nazionale del Partito comunista cinese si è concluso. Con la risoluzione di «Revisione dello Statuto del Partito Comunista Cinese», il pensiero socialista con caratteristiche cinesi di nuova generazione di Xi Jinping è divenuto parte dello statuto del partito.

Com’è cambiato lo statuto del Partito? I cambiamenti sono tutti conseguenza del sostegno e dello sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi.

Entrano nello statuto citazioni relative a:

  1. Il pensiero socialista con caratteristiche cinesi di nuova generazione di Xi Jinping;
  2. “Quattro Autostime”;
  3. “Sogno Cinese”;
  4. L’importante decisione politica sul cambiamento delle maggiori contraddizioni della società cinese;
  5. I “Cinque Concetti di Sviluppo” e le “Quattro Comprensività”;
  6. La nuova esperienza nel governo del paese dal XVIII congresso nazionale del Partito comunista cinese;
  7. Il concetto di una forte armata, una comunità per il destino del genere umano, “Una cintura una via” (the Belt and Road Initiative);
  8. Il bisogno di nuova generazione di auto-controllo e…

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Marx, Lincoln e la lotta del Capitale contro il Lavoro

PCUSA rally in Chicago 1939 4.pngRipercorrendo le prese di posizione di Marx dirigente politico confrontato ai grandi eventi del proprio tempo – come già visto in un nostro precedente articolo sui giudizi di Marx rispetto alla Comune e al ruolo del partito rivoluzionario nell’Inghilterra vittoriana, ove giungevamo a risultati “soprendenti” rispetto alla lettura stereotipata del marxismo occidentale contemporaneo – vorremmo porre qui l’attenzione alla guerra di secessione statunitense, e all’importanza che Marx accordava ad essa.

Nel farlo, ci riferiremo alla celebre lettera indirizzata ad Abramo Lincoln in cui Marx a nome dell’Internazionale si schiera senza indugi dalla parte dei nordisti, vedendo nella guerra l’evento più importante del secolo in termini di lotta per l’emancipazione. Continua a leggere

1871: Marx, la Comune, l’Inghilterra

Marx.pngNel 1871, pochi mesi dopo l’insurrezione della Comune di Parigi, Karl Marx fu intervistato dal New York Herald. L’intervista fu ripresa dal quotidiano Le Galois – giornale francese conservatore e anti-repubblicano – nell’edizione del 22 agosto 1871 [fonte]. I giornalisti chiesero a Marx quali fossero i legami tra l’Associazione Internazionale dei Lavoratori (IWA), di cui è il dirigente più eminente, e il movimento rivoluzionario parigino, che lo stesso Marx aveva appena celebrato nell’opuscolo “La Guerre civile en France”, pubblicato nel maggio dello stesso anno, all’indomani della caduta della Comune.

Si tratta di una testimonianza illuminante sull’approccio di Marx, dirigente politico, di fronte alla concretezza del presente, nel vivo di grandi eventi storici che si determinano indipendentemente dalla teoria. Eccone alcuni estratti significativi: Continua a leggere

A colloquio con i ricercatori marxisti della Chinese Academy of Social Sciences (CASS) — Falcerossa – Comuniste e comunisti

http://www.marx21.it di Francesco Maringiò Attraverso tre interviste a dirigenti ed intellettuali della CASS emergono i nodi nevralgici del confronto con la dimensione intellettuale e politica cinese. Questi punti non solo ci permettono di decodificare meglio quel mondo e farcelo conoscere più a fondo, ma aiutano a far affiorare alla mente importanti domande e spunti di […]

via A colloquio con i ricercatori marxisti della Chinese Academy of Social Sciences (CASS) — Falcerossa – Comuniste e comunisti

Francia 2017: tra reazione e nuova sinistra popolare

Partito Comunista Italiano Marche

di Alberto Ferretti, Federazione provinciale di Fermo

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Il risultato del secondo turno delle presidenziali francesi ci ha consegnato una situazione politica riassumibile così: una larga vittoria della destra borghese del mondo degli affari sulla destra piccolo-borghese identitaria e localista.

La prima è rappresentata da Emmanuel Macron, referente dei gruppi sociali dominanti legati al grande capitale bancario (in subordine alla destra tradizionale repubblicana che a causa delle disavventure del candidato Fillon s’è trovata spiazzata e di poco esclusa dalla corsa); la seconda da Marine Le Pen, ereditiera di successo alla guida dei nostalgici del regime di Vichy riconvertitisi in difensori della piccola produzione, del commercio di provincia, della Francia rurale, da sempre reazionaria e fragilizzata dalla globalizzazione finanziaria.

Marine Le Pen ha cavalcato opportunisticamente il malessere sociale, cercando di dargli un’impronta razzista in linea con le ossessioni identitarie del vecchio Front National, sperando di prevalere grazie al voto contestatario. Presentandosi come « forza…

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