Impressioni dalla Cina popolare

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Viaggiare nella Repubblica Popolare Cinese oggi è un’esperienza sorprendente. Al livello di sviluppo, i progressi sono a tal punto tangibili e inattesi – soprattutto agli occhi del viaggiatore occidentale, nutrito dai luoghi comuni della stampa assuefatta all’anticomunismo e al complesso di superiorità eurocentrico – da lasciare in un primo momento interdetti. La differenza tra la cupa propaganda sulla Cina immaginaria, veicolata dai media e dai governi, e la realtà sul posto colpisce in maniera flagrante.

I pregiudizi svaporano via via che si percorrono le città, dove il viaggiatore trova condizioni di vita elevate, con servizi e strutture anni luce più avanzate rispetto a quelle europee, e un livello di organizzazione indubbiamente superiore. Lo si vede dappertutto, nelle strade, nelle stazioni, nella gestione urbana, negli aeroporti. L’inesistenza di criminalità e violenza urbana – dovuta all’assenza quasi totale di mendicanti e gente lasciata per strada – è inoltre il corollario socialista di questo sviluppo ordinato. Continua a leggere

Corea: tre buone ragioni per una bomba

corea4I benpensanti di destra e di sinistra strepitano dalle loro gazzette e televisioni – dicendosi addirittura pronti a convocare il Consiglio di sicurezza dell’ONU – perché il cattivo di turno, la Repubblica Democratica Popolare di Corea (RDPC), volgarmente chiamata Corea del Nord, ha eseguito ieri un test nucleare, sul proprio (sotto) suolo.

Forse noi siamo troppo ingenui o qualcosa ci sfugge, ma non riusciamo proprio a condividere questa farlocca indignazione planetaria, soprattutto quando gli stessi che si stracciano le vesti non riescono a dire una parola di condanna a proposito delle bombe saudite che fanno strage in Yemen da mesi; su Israele che taglieggia, uccide e imprigiona palestinesi con ogni mezzo e a piacimento; su Kiev che bombarda il Donbass servendosi tra l’altro di milizie nazifasciste, sulla Turchia che sta giustiziando i curdi uno ad uno. Continua a leggere

Una storia coreana

je-suis-communiste-couvSpesso una storia personale aiuta meglio di ogni altra cosa a comprendere le vicende di un Paese, soprattutto quando esse sono coperte di menzogne da decenni, come avviene per la Corea contemporanea.

La storia che riportiamo di seguito è esemplare. Prigioniero politico in Corea del Sud (sì, avete letto bene, nel Sud, non nel Nord come vuole la vulgata), Hur Young-chul ha passato gran parte della sua vita nelle galere Sud-coreane a causa della sua lotta per l’indipendenza della Corea e per il Socialismo. Continua a leggere