Il reddito di cittadinanza: una falsa buona idea

iincome.pngSi sente parlare sempre più spesso, sui media e negli ambienti politici che contano, del Reddito di base, o Reddito di cittadinanza. Una nuova e avveniristica soluzione per palliare all’impoverimento di massa cui il capitalismo, oggettivamente, sta sottoponendo i lavoratori e le classi popolari, in particolare a partire dalla grande crisi sistemica del 2008.

Negli ultimi tempi la Finlandia, guidata da un esecutivo di destra liberista, ha iniziato a sperimentare il dispositivo; in Francia, il candidato socialista alla presidenziali Benoit Hamon ne ha fatto un cavallo di battaglia della campagna elettorale; in Febbraio il Parlamento Europeo ha proposto una mozione al riguardo (bocciata); e in Svizzera, la sua introduzione è stato oggetto di referendum popolare. Continua a leggere

L’autoritarismo: la politica interna del Capitale finanziario

causas-nazismo-fascismo-semejanzas_1_1626609L’attenzione smodata che gli ambienti politici danno a presunti problemi di governabilità porta a investire immense energie e focalizzare enormi aspettative su riforme di Costituzione e leggi elettorali. Queste riforme convergono tutte verso un modello fortemente incentrato sulla stabilità e rapidità dell’esecutivo. Viste però le attuali condizioni ciò vuol dire: rendere il governo libero di applicare le contro riforme socioeconomiche anti-operaie e anti-popolari richieste dai mercati finanziari.

L’efficienza legislativa in questo contesto non c’entra nulla: 40 anni di regime parlamentare non hanno impedito infatti all’Italia di produrre un apparato legislativo formidabile (al livello quantitativo perlomeno), e governi che cadevano a ritmi trimestrali non hanno impedito l’applicazione di tali leggi, né l’industrializzazione del Paese, lo sviluppo del dopoguerra etc. In quella fase, gli equilibri e i rapporti di forza economici, e dunque sociali e politici, imponevano che si prendessero in conto le esigenze di ampi strati delle masse popolari, il Parlamento assolveva in parte a tale funzione.
Continua a leggere

Rischi da Referendum costituzionale

sondaggi-politici-referendum-costituzionaleUn governo in stato confusionale si gioca le sue ultime carte con un referendum sulla riforma costituzionale, inizialmente previsto per ottobre, ma la cui data tende a slittare nella misura in cui Renzi si rende conto che il NO potrebbe prevalere.

La controriforma messa in cantiere dal duo dei figli di papà Renzi/Boschi prevede principalmente un depotenziamento del Senato che diventa una camera alta “alla francese”, con dinosauri parcheggiati su poltrone dalle vaste quanto vaghe attribuzioni legislative, provenienti dai feudi regionali e provinciali; un organo rappresentativo delle autonomie regionali composto da 100 senatori (invece dei 315 attuali) che non saranno eletti direttamente dai cittadini. Continua a leggere

Astensione di massa e batosta renziana

matteo-renzi-1I risultati del primo turno delle elezioni comunali del 5 giugno 2016 – anno secondo del regno renziano – hanno illustrato alcune tendenze importanti all’interno del mondo politico italiano. 

In estrema sintesi, e senza attendere i ballottaggi che in nulla possono sovvertire le linee di fondo emerse al primo turno,  questo risultato dimostra che:  Continua a leggere

Il 18 Marzo della Comune: l’alba della Rivoluzione proletaria

comunediparigi5Il 18 marzo 1871 il proletariato parigino si sollevò contro il Governo degli industriali, dei banchieri e dei proprietari terrieri francesi guidato da Adolphe Thiers e proclamò la Comune: la prima Rivoluzione dai connotati socialisti, la prima forma di potere proletario apparsa sul suolo europeo nella storia. Come ogni inizio di un nuovo ordine, la Comune fu confrontata a difficoltà di ogni tipo, aggravate dall’inesperienza governativa dei delegati comunali; tuttavia cercò nella breve durata della sua esistenza di concretizzare le aspirazioni di progresso sociale care al proletariato francese, e al movimento operaio europeo ancora scottato dal fallimento delle insurrezioni del 1848.

Contesto storico

Quando Parigi insorse, il 18 marzo, la Francia è una neonata Repubblica, fondata pochi mesi prima – il 4 settembre 1870 – sulle ceneri del secondo Impero di Napoleone III, dissoltosi a Sédan sotto i colpi dell’esercito prussiano di Bismarck. l’Imperatore è fuggito, e i vecchi arnesi dell’opposizione repubblicana – Adolphe Thiers, il Generale Trochu, Jules Favre, Jules Ferry, Léon Gambetta – avevano approfittato del vuoto di potere per proclamare la Repubblica e il Governo di Difesa nazionale di Settembre. Continua a leggere

Le primarie: impostura democratica

Primarie Napoli, presentazione (1)La macchina delle primarie del Partito Democratico ha girato di nuovo a vuoto ieri, per scegliere i candidati alle amministrative di maggio, producendo il solito nulla politico, esaltato dalla stampa di regime e dai politicanti di riferimento come « democrazia ».

In realtà questa estensione diretta dell’elettoralismo, è una delle forme più deteriori della partecipazione sedicente democratica; tecnicamente non è altro che la sublimazione del potere clientelare, della capacità degli amministratori e segretari locali di ingannare e mobilitare masse destrutturate e imporre il predominio di interessi costituiti in altro luogo. Continua a leggere

Illusioni della democrazia in regime capitalistico

ragione-sociale-capitalismoQuando i nostri governanti si riempiono la bocca di parole come “democrazia” e “libertà”, intendono principalmente tre cose: il suffragio universale, il pluralismo e la libertà d’espressione. Se consideriamo da vicino queste tre “comandamenti”, è facile misurare la distanza tra l’ideologia e la realtà. La frattura epocale tra le promesse espresse da questi tre grandi principi, e la quotidiana sofferenza sociale sperimentata dalla stragrande maggioranza della popolazione, spiega in gran parte il malcontento, la disillusione e la rabbia che circolano nella società.

Il suffragio universale, pilastro della democrazia moderna, è l’esempio più lampante dello scollamento tra esercizio della libertà e il suo carattere controllato: che cosa in realtà abbiamo raggiunto con esso? Quello che era in principio un privilegio censitario, un meccanismo tramite il quale i ricchi eleggevano i propri rappresentanti nelle assemble di governo, è stato esteso all’insieme della popolazione, ha smesso di essere un privilegio per pochi per diventare un diritto di tutti: il diritto di voto. Continua a leggere

Il neo-autoritarismo renziano e l’assalto alla diligenza pubblica

renzi-padoan-ansa-258Prosegue senza tregua la devastazione dei servizi pubblici italiani, da parte di un Governo scatenato nell’applicare le misure richieste dal Capitale europeo contro lo Stato sociale. Questa volta tocca alla sanità, dopo il Jobs Act, la riforma della scuola, e mentre si lavora alacremente a eliminare il diritto alla pensione.

Tagli per 10 miliardi in 3 anni

I primo tagli da due miliardi e mezzo, su un totale di 10 da spalmare sul triennio a venire, sono stati approvati – di nascosto e all’improvviso – tramite voto di fiducia sul decreto Enti Locali del 27 luglio, senza dibattito preliminare in Parlamento e nei media. Il governo si è comportato così come un ladro di polli. Questo perché Renzi e la sua cricca hanno giustamente paura della mobilitazione che un vero dibattito su temi tanto vitali per le condizioni di esistenza delle classi popolari e dei ceti medio-bassi potrebbe innescare. Continua a leggere