Archivi tag: fascismo

Riscossa sovranista e anticomunismo storico della borghesia italiana

2018-09-07_13h16_16La più bieca e regressiva propaganda proprietaria, che va per la maggiore negli ultimi tempi sotto le vesti del populismo sovranista, ma che è sempre esistita in varie forme non da ultima quella berlusconiana, vede “sinistra” e “comunismo” ovunque vi sia una vaga attenzione alle regole sociali e condivise, al collettivo, a qualunque cosa vada un po’ oltre l’arraffare, l’individualismo esasperato, l’immediato, il becero. Insomma qualunque cosa si opponga alla visione angusta e corporativa della piccola borghesia e di parte del ceto medio italiano.

Nella psicologia da padroncini di questi strati sociali persino un ipotetico capitalista italiano competente, una borghesia compatta e colta con visione sistemica è anch’essa « comunista », in quanto magari li obbligherebbe a pagare le tasse, a non fare il nero, a rispettare norme edilizie, a imporre controlli sui luoghi di lavoro, a modernizzare i processi per salvare il capitalismo, da cui dipendono tutti. Continua a leggere

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USA: guerra di razze o guerra di classe?

micha cops 2Tre poliziotti sono stati freddati due giorni fa a Baton Rouge, in Luisiana, dopo i 5 abbattuti a Dallas il 7 luglio scorso e diversi attacchi più o meno riusciti registrati in tutto il Paese nelle ultime settimane. Negli USA è in corso la cosa più simile a un’insurrezione armata che si possa vedere in una Nazione a capitalismo maturo, ma i media, megafono del potere borghese, confondono le acque, impostando l’informazione intorno alla questione razziale. 

La manipolazione è subdola e viziosa: siccome tutti sanno che il razzismo è endemico negli USA – Paese fondato sullo schiavismo – quando la polizia uccide un cittadino, ci si concentrara sull’origine etnica della vittima, specialmente se “afroamericana”. Il fatto che dei neri cadano sotto i proiettili delle forze dell’ordine è visto allora come una fastidiosa distorsione di una “grande democrazia” che per altro garantisce ai cittadini benessere e sicurezza. In conseguenza delle “uccisioni degli afroamericani” però, altri “afroamericani” attaccano agenti di polizia. Di qui violenze e disordini. Continua a leggere

Fermo: provincia che vai, fascisti che trovi

antifascismo_striscione-680x365La feccia fascista rialza la testa e uccide un immigrato nigeriano, ma la stampa nostrana evita accuratamente di chiamare le cose col loro nome: e parla di ultras. Il criminale è un fermano, proprietario di un’azienda agricola del territorio. Egli avrebbe dapprima insultato la moglie di Emmanuel – questo il nome della vittima –  chiamandola “scimmia”, poi ingaggiato una colluttazione in cui Emmanuel ha avuto la peggio.

L’accusato risulta essere un “estremista di destra” noto alle forze dell’ordine, in prima fila ai comizi di Salvini a Fermo: non facciamo fatica a immaginare come i suoi interessi economici e la sue concezioni reazionarie siano ben rappresentante dalla Lega Nord, e dalla galassia neo-fascista in piena ricostruzione in Italia: da Casa Pound, a Forza Nuova, a Fratelli d’Italia. Continua a leggere

Terrorismo periodico e guerra permanente

thVC9N2BCGDi nuovo, ci ritroviamo a piangere vittime innocenti. A Bruxelles, nella “capitale”. Una città militarizzata, sotto controllo capillare da mesi, dove presunti terroristi sono individuati e inseguiti fin dentro casa, dove vigono misure di sicurezza e intelligence straordinarie, la città degli uffici centrali della NATO e della Commissione: ebbene i nostri dirigenti si sono fatti “sorprendere” da un attacco altamente prevedibile, in cui il cittadino/lavoratore è l’unico ad andarci di mezzo, come sempre. Episodio a tal punto prevedibile, che Erdogan – un assassino di passaggio a Bruxelles solo quattro giorni fa – ne aveva esplicitamente parlato.

Dobbiamo dunque rassegnarci ad accettare le bombe come una fatalità? 4 mesi dopo il Bataclan, 8 dopo la tentata strage sul TGV Bruxelles/Parigi, poco più di un anno dopo Charlie Hebdo, siamo ancora lì, ogni volta come se non ci fosse niente da fare. Quando la società sembra tirare un sospiro di sollievo, la cappa di piombo le ricade addosso. Solo le misure di sicurezza sempre più pesanti, lo stato d’urgenza permanente, il razzismo degli idioti, il radicalismo delle opposte religioni, alimentato da ogni nuovo attentato, sembrano fare progressi. In tutto questo, niente di rivoluzionario prende forma, nella lotta tra opposte reazioni, il sistema si stabilizza e il progresso sociale è la prima vittima, messo in sordina come un lusso di fronte al terrore.
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La strategia della tensione in Turchia

l43-erdogan-merkel-151114201958_mediumDifficile dire chi metta le bombe oggi in Turchia, ma è facile vedere come questa incertezza rafforzi il regime fascista di Erdogan e della sua cricca dell’AKP. I precedenti attentati furono attribuiti all’ISIS, come la strage di Suruc o quella alla marcia per la pace di Ankara promossa dalle sinistre; l’attentato contro i militari ad Ankara del mese scorso al TAK – una frangia distaccatasi dal PKK perché ritenuto troppo moderato; oggi pare che si vada al sodo, e la responsabilità sia stata addossata direttamente al PKK.

Già associare il Partito dei lavoratori curdi a questo tipo di azioni, senza prove e sulla base di dichiarazioni delle forze di polizia, è un’operazione più che riuscita di criminalizzazione di un’organizzazione per altro attivamente impegnata nella lotta contro lo Stato islamico e le forze reazionarie in Medio Oriente; quindi oggettivamente ostacolo al lavoro di appoggio fornito dalla Turchia agli islamisti ribelli in Siria. Continua a leggere