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I giacobini neri: Toussaint Louverture e la Rivoluzione di Santo Domingo *

 

Couv-Jacobins_noirs_2017-394x570 Uno degli eventi meno noti e forse volutamente ignorati della storia mondiale, in sede occidentale, è senza dubbio la grande Rivoluzione di Santo Domingo. 

Questa rivoluzione portò nel 1803 alla nascita della Repubblica indipendente di Haiti, libera dalla schiavitù e dal giogo coloniale che la borghesia francese imponeva ai neri deportati dall’Africa e utilizzati come manodopera nelle piantagioni dell’isola. Essa fu condotta a termine, tra conflitti di violenza indicibile, da un popolo nero indomito benché oppresso da secoli di barbarie padronale.

Si tratta della prima rivolta vittoriosa degli schiavi nella storia, un accadimento di portata universale per il progresso e l’emancipazione del genere umano. Essa si produsse sull’onda della Rivoluzione francese, non ne fu un’appendice, come una lettura spontaneamente eurocentrica tenderebbe a connotarla, ma crediamo il suo apogeo.
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Fermo: provincia che vai, fascisti che trovi

antifascismo_striscione-680x365La feccia fascista rialza la testa e uccide un immigrato nigeriano, ma la stampa nostrana evita accuratamente di chiamare le cose col loro nome: e parla di ultras. Il criminale è un fermano, proprietario di un’azienda agricola del territorio. Egli avrebbe dapprima insultato la moglie di Emmanuel – questo il nome della vittima –  chiamandola “scimmia”, poi ingaggiato una colluttazione in cui Emmanuel ha avuto la peggio.

L’accusato risulta essere un “estremista di destra” noto alle forze dell’ordine, in prima fila ai comizi di Salvini a Fermo: non facciamo fatica a immaginare come i suoi interessi economici e la sue concezioni reazionarie siano ben rappresentante dalla Lega Nord, e dalla galassia neo-fascista in piena ricostruzione in Italia: da Casa Pound, a Forza Nuova, a Fratelli d’Italia. Continua a leggere

Immigrazione: gli invasori siamo noi

immigrati-dario-foSi parla sempre di più, e con grande isteria, di immigrazione; in maniera astratta, decontestualizzandola come fosse un male divino abbattutosi per caso su di noi. L’immigrazione invece non è che il prodotto finale di una serie di eventi le cui cause economiche vengono da lontano e i cui responsabili sono le nostre classi dirigenti, le stesse che prendono voti strumentalizzando il fenomeno, per distrarre e ingannare le masse dal pericolo reale che incombe. Continua a leggere