Archivi tag: lotta di classe

Il dibattito “eurocentrico”: un’arma di distrazione di classe

Risultati immagini per il capitalismo neoliberaleÈ chiaro che in Europa c’è oggi un interesse reciproco tra euro-entusiasti ed euroscettici, detti anche “sovranisti”, nel legittimarsi come uniche forze politiche in campo. Le due compagini hanno tutti gli strumenti egemonici necessari atti a promuovere questa visione, tutta interna al capitalismo e alle forze di classe che lavorano consapevolmente per mantenerlo, avando ormai plasmato il dibattito a loro piacimento. Così, quando il sovranista è in difficoltà, il liberaldemocratico lo aiuta tramite i media, costruendone il mito di “mostruoso anti sistema”; e viceversa, quando il liberaldemocratico è in difficoltà, il sovranista lo aiuta con la propaganda becera amplificata urbi et orbi per spaventare il cittadino benpensante e moderato. Continua a leggere

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Imperialismo e reazione: la questione dell’immigrazione

2018-10-02_15h33_20L’odierna immigrazione è un processo innescato dall’imperialismo e dallo sviluppo diseguale. Non è “colpa” di nessun governo in particolare: è strutturale, epifenomeno di un capitalismo in cui i monopoli finanziarizzati tengono nel sottosviluppo, poiché le sovrasfruttano, intere aree del pianeta, mentre le sanzioni e le guerre stabilizzano l’egemonia occidentale, assumendo un carattere apertamente coloniale. I flussi migratori dipendono da questo, esisteranno finché esisterà l’imperialismo e chiunque governi deve gestire questi fenomeni di lungo corso. I partiti borghesi infatti non possono non partecipare al saccheggio e alla distruzione del mondo non allineato, indipendentemente dalle conseguenze che ciò comporta. Continua a leggere

Guerra di classe

class_struggle«Nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro Tria ma pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà. », così Di Maio, pochi giorni fa, mentre la battaglia sulle risorse continua a occupare le prime pagine dei giornali. 

Facile cogliere l’ipocrisia e la strumentalizzazione a fini mediatici e vacui di tali richieste. A queste contorsioni dialettiche dell’ennesimo governo padronale che si vuole antisistema, i comunisti e la sinistra di classe rispondono chiaramente che, se davvero interessati agli “italiani in difficoltà”, le risorse ci sono. Esse sono concentrate in cima alla piramide sociale: capitalisti, ceto medio-alto, funzionariato al servizio de grande capitale. L’insieme delle classi proprietarie. Proprio lì dove nessun governo neoliberale intende prenderle, nonostante demagogicamente usi il pretesto dei “cittadini in difficoltà” per coprire di belle intenzioni una politica sostanzialmente anti popolare, che taglia i servizi sociali e le tasse ai benestanti e alle imprese. Continua a leggere

Lenin e la concezione materialistica della storia: alcune note su “Che cosa sono gli ‘Amici del popolo’ e come lottano contro i socialdemocratici?”

lenin-streetartdi Sabato Danzilli

Nel 1894 un ventiquattrenne Lenin componeva Che cosa sono gli “Amici del popolo” e come lottano contro i socialdemocratici?. Questo testo si inserisce in una polemica molto articolata e di durata decennale, che ha portato marxisti e populisti a discutere sullo sviluppo capitalistico della Russia e assume in essa un’importanza fondamentale per la chiarezza e l’originalità con cui viene trattata la materia. L’opera ha ancora oggi un grande valore, non per i banali parallelismi con l’attualità italiana, che potrebbero essere indotti dal suo titolo, ma per la sua robusta capacità di parlare del presente, basata sulla ricchezza di strumenti di analisi che esso fornisce. Questo contributo non pretende di essere un’esposizione completa del testo leniniano, ma di evidenziarne alcuni spunti e di sottolineare attraverso esso alcuni elementi degni di nota in modo particolare. Continua a leggere

I giacobini neri: Toussaint Louverture e la Rivoluzione di Santo Domingo *

 

Couv-Jacobins_noirs_2017-394x570 Uno degli eventi meno noti e forse volutamente ignorati della storia mondiale, in sede occidentale, è senza dubbio la grande Rivoluzione di Santo Domingo. 

Questa rivoluzione portò nel 1803 alla nascita della Repubblica indipendente di Haiti, libera dalla schiavitù e dal giogo coloniale che la borghesia francese imponeva ai neri deportati dall’Africa e utilizzati come manodopera nelle piantagioni dell’isola. Essa fu condotta a termine, tra conflitti di violenza indicibile, da un popolo nero indomito benché oppresso da secoli di barbarie padronale.

Si tratta della prima rivolta vittoriosa degli schiavi nella storia, un accadimento di portata universale per il progresso e l’emancipazione del genere umano. Essa si produsse sull’onda della Rivoluzione francese, non ne fu un’appendice, come una lettura spontaneamente eurocentrica tenderebbe a connotarla, ma crediamo il suo apogeo.
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