Archivi tag: lotta di classe

Imperialismo e reazione: la questione dell’immigrazione

2018-10-02_15h33_20L’odierna immigrazione è un processo innescato dall’imperialismo e dallo sviluppo diseguale. Non è “colpa” di nessun governo in particolare: è strutturale, epifenomeno di un capitalismo in cui i monopoli finanziarizzati tengono nel sottosviluppo, poiché le sovrasfruttano, intere aree del pianeta, mentre le sanzioni e le guerre stabilizzano l’egemonia occidentale, assumendo un carattere apertamente coloniale. I flussi migratori dipendono da questo, esisteranno finché esisterà l’imperialismo e chiunque governi deve gestire questi fenomeni di lungo corso. I partiti borghesi infatti non possono non partecipare al saccheggio e alla distruzione del mondo non allineato, indipendentemente dalle conseguenze che ciò comporta. Continua a leggere

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Guerra di classe

class_struggle«Nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro Tria ma pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà. », così Di Maio, pochi giorni fa, mentre la battaglia sulle risorse continua a occupare le prime pagine dei giornali. 

Facile cogliere l’ipocrisia e la strumentalizzazione a fini mediatici e vacui di tali richieste. A queste contorsioni dialettiche dell’ennesimo governo padronale che si vuole antisistema, i comunisti e la sinistra di classe rispondono chiaramente che, se davvero interessati agli “italiani in difficoltà”, le risorse ci sono. Esse sono concentrate in cima alla piramide sociale: capitalisti, ceto medio-alto, funzionariato al servizio de grande capitale. L’insieme delle classi proprietarie. Proprio lì dove nessun governo neoliberale intende prenderle, nonostante demagogicamente usi il pretesto dei “cittadini in difficoltà” per coprire di belle intenzioni una politica sostanzialmente anti popolare, che taglia i servizi sociali e le tasse ai benestanti e alle imprese. Continua a leggere

Lenin e la concezione materialistica della storia: alcune note su “Che cosa sono gli ‘Amici del popolo’ e come lottano contro i socialdemocratici?”

lenin-streetartdi Sabato Danzilli

Nel 1894 un ventiquattrenne Lenin componeva Che cosa sono gli “Amici del popolo” e come lottano contro i socialdemocratici?. Questo testo si inserisce in una polemica molto articolata e di durata decennale, che ha portato marxisti e populisti a discutere sullo sviluppo capitalistico della Russia e assume in essa un’importanza fondamentale per la chiarezza e l’originalità con cui viene trattata la materia. L’opera ha ancora oggi un grande valore, non per i banali parallelismi con l’attualità italiana, che potrebbero essere indotti dal suo titolo, ma per la sua robusta capacità di parlare del presente, basata sulla ricchezza di strumenti di analisi che esso fornisce. Questo contributo non pretende di essere un’esposizione completa del testo leniniano, ma di evidenziarne alcuni spunti e di sottolineare attraverso esso alcuni elementi degni di nota in modo particolare. Continua a leggere

I giacobini neri: Toussaint Louverture e la Rivoluzione di Santo Domingo *

 

Couv-Jacobins_noirs_2017-394x570 Uno degli eventi meno noti e forse volutamente ignorati della storia mondiale, in sede occidentale, è senza dubbio la grande Rivoluzione di Santo Domingo. 

Questa rivoluzione portò nel 1803 alla nascita della Repubblica indipendente di Haiti, libera dalla schiavitù e dal giogo coloniale che la borghesia francese imponeva ai neri deportati dall’Africa e utilizzati come manodopera nelle piantagioni dell’isola. Essa fu condotta a termine, tra conflitti di violenza indicibile, da un popolo nero indomito benché oppresso da secoli di barbarie padronale.

Si tratta della prima rivolta vittoriosa degli schiavi nella storia, un accadimento di portata universale per il progresso e l’emancipazione del genere umano. Essa si produsse sull’onda della Rivoluzione francese, non ne fu un’appendice, come una lettura spontaneamente eurocentrica tenderebbe a connotarla, ma crediamo il suo apogeo.
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Ricattabilità, egemonia sbirresca e potere alle questure

2018-06-15_15h35_44Sono tempi duri. E sono destinati a peggiorare: una settimana fa è stata licenziata la maestra che, durante un corteo torinese del febbraio scorso contro Casapound, insultò duramente i poliziotti. Un gesto prontamente immortalato e sbattuto in prima pagina dai media del capitale, amplificato a dismisura dalla politica in piena campagna elettorale, cui seguì una dura presa di posizione in diretta televisiva da parte del segretario del partito di governo cui prontamente la burocrazia scolastica ha prestato orecchio, fino all’odierno licenziamento.

Il messaggio immediato è chiaro: l’onorabilità, quindi il potere e la legittimità delle forze dell’ordine (borghese) è incontestabile. Le questure avranno mano libera con sempre crescente impunità, tesi confermata dalle recenti dichiarazioni del Ministro dell’Interno che si dichiara contrario al numero identificativo sui caschi dei poliziotti. Continua a leggere