La Liberazione di Aleppo e la sinistra occidentale

Syrian Army Liberates Handarat Heights from Ahrar Al-Sham Militants in AleppoAlla luce della Liberazione di Aleppo e dell’eroica vittoria della Resistenza sulle orde fasciste islamiste in Medio Oriente è opportuno fare alcune considerazioni, per nulla politicamente corrette, sul posizionamento di certi compagni e di certa stampa di sinistra sulla vicenda.

Supportati e confortati da un certo mondo accademico che si vuole specialista della questione siriana e in generale de Medio Oriente, nel corso della guerra alcuni settori – antagonisti, radicali e trotzkisti – hanno sposato, contro ogni evidenza, la tesi imperialista della “rivoluzione siriana”. Nonostante la palese natura reazionaria della ribellione in corso, della sua sostanziale dipendenza dalle potenze regionali ostili al governo siriano, del suo carattere settario e mercenario, questi settori continuano ancora ad augurarsi il rovesciamento del governo siriano, insistendo sul mai verificato carattere “giovane e popolare” originario della sollevazione “anti Assad”. Parallelamente, fanno del tutto per demonizzare la Resistenza messa in opera dal governo siriano, da Hezbollah e dalle milizie popolari – appoggiate dall’aviazione russa e dai consiglieri iraniani – descrivendola come un “opposto imperialismo”.

Ovviamente, non perderemo neanche tempo a confutare un’idiozia del genere, e neppure staremo qui a sottolineare il cinismo e l’autoreferenzialità degli ambienti di sinistra “puristi” occidentali che fanno gli schizzinosi poiché l’asse della Resistenza che in Siria si oppone alle manovre imperialiste e al terrorismo non è di loro gusto in quanto composto anche da elementi non socialisti, conservatori, non in linea con le fantasie ribelli degli antagonisti di casa nostra. Quel che ci preme sottolineare invece, è che questi atteggiamenti intellettualistici e distaccati – quando non palesemente avversi alla lotta che la Siria conduce per restare un Paese indipendente e sovrano, non preda dei centri finanziari e militari dominanti collocati in USA e UE – impediscono al mondo della sinistra di classe che segue questa corrente di misurare la portata storica, l’importanza epocale della sconfitta delle forze imperialiste a Aleppo.  Continua a leggere

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Per un nuovo 25 aprile

BandieraCome è noto, si celebra in questa data la festa della Liberazione dal fascismo italiano e tedesco, evento fondatore della Repubblica italiana. Tuttavia, invece di seguire la retorica vuota dei partiti borghesi in proposito, cerchiamo di guardare ai fatti storici, al fine di trarre un vero insegnamento da tale grandiosa ricorrenza.

Nella primavera di 70 anni fa, in un’Italia schiacciata dal giogo fascista imposto dai collaborazionisti di Salò e dalle truppe naziste, mentre gli Alleati avanzavano verso Nord, i partigiani, uniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, liberavano le principali città, dando il segnale dell’insurrezione nazionale che si verificò il 25 aprile 1945. Nel frattempo a Berlino le armate sovietiche dilagavano, costringendo Hitler al suicidio e gli alti dignitari del regime nazista alla resa incondizionata. La guerra imperialista volgeva finalmente al termine, dopo aver causato 50 milioni di vittime. Continua a leggere